Un buon inizio in un trattamento determina un buon risultato, ma una buona conduzione seguendo i ritmi naturali e/o  fisiologici determina un’accelerazione significativa degli eventi di cambiamento.

 

Osservando fisiologicamente i comportamenti biochimici di un individuo vivente si scopre che esistono dei ritmi ben precisi che agiscono secondo diverse lunghezze cicliche che agiscono in  un lasso temporale determinato anche se soggettivo, nella sua manifestazione, per ciascun individuo. Si può discernere che esistano, in analogia col macrocosmo, dei macrocicli, p.e. l’inizio e la fine dell’esistenza dell’individuo, fino ai microcicli, come il ritmo sonno veglia.

Questi microcicli determinano lo stato di benessere o di malessere dell’individuo. Compito del terapeuta spagirista  può essere quello di assecondare tali ritmi presenti informando l’organismo attraverso rimedi che siano simili allo stato energetico fisiologico. Questo non significa per forza l’utilizzo di “diverse” piante ma anche di una sola pianta o altro individuo di Natura manipolato spagiricamente che però porti in sé l’informazione di determinati stati fisiologici utili per detto trattamento.

E’ doveroso portare un esempio: si immagini una persona con una classica condizione di insonnia (si soprassiede a cause e soggettività di tale manifestazione). Si supponga che la pianta adatta per tale individuo sia l’angelica. Normalmente si potrebbe supporne la sola somministrazione  prevalentemente serale.  Ma conoscendo la struttura energetica planetaria della medesima, sole e luna in prevalenza, il terapeuta spagirista potrebbe consigliare una assunzione mattutina del rimedio e una prima di coricarsi.

Quale processo di elaborazione analogica ha dunque compiuto? Osservando che simbolicamente e praticamente l’angelica (si sottolinea ulteriormente, spagiricamente manipolata) “porta” in sé sia la funzione del giorno (sole) che della notte (luna), in pratica il ritmo cosiddetto circadiano, si giungerà ad un risultato molto più veloce al ristabilimento del miglior stato fisiologico possibile.

Si supponga di avere una persona che soffra di disturbi cardiaci di ritmo, e la valutazione porti ancora a scegliere l’angelica, si potrà considerare una somministrazione simile a quella di cui sopra considerando sistole e diastole come una forma analogica del ritmo circadiano “microcosmico”.

E’ assolutamente chiaro che si tratti di esempi didattici, la realtà è più complessa, vale però meditare profondamente che la manifestazione temporale giochi a favore o sfavore di un nuovo stato di salute.

Il ritmo ormonale del ciclo femminile, fortemente legato alle fasi lunari in senso analogico, è un altro esempio in cui intervenire in senso ritmico, ottenendo risultati decisamente interessanti piuttosto che non tenendone conto.

Qui ci può essere una difficoltà aggiuntiva, cioè se si debba considerare il ritmo lunare planetario oppure quello interno della donna. Si seguirà assolutamente il ritmo lunare planetario qualora ci sia amenorrea. Nel caso ci sia un ciclo irregolare o regolare, per lo più si seguirà prevalentemente la luna “interna”, considerando la fase follicolare analoga alla luna crescente e la fase luteica alla luna calante. In fase di mestruazione, quasi sempre seguendo l’analogia, si tende a sospendere i rimedi considerati in quel caso specifici.

Con tale premessa è possibile, in caso di amenorrea perdurante a seguito di sospensione del trattamento estro-progestinico orale, utilizzare la fase di luna analoga alla mestruazione stessa, ovvero la luna nuova o nera. Esperienzialmente si può trattare su dei punti particolari competenti il vaso di Vescica con delle tavolette KaP (cfr articolo precedente) scaldate e poste sui punti, raffreddandole in loco con un rimedio spagirico di natura venusina (p,e, Melissa). Il risultato ottenuto accade, spesso già nel giorno della nuova lunazione, attraverso l’inizio della mestruazione. E’ necessario procedere nell’intervento nei tre giorni precedenti alla luna nuova.

E’ chiaro che ci si ritrova in un ambito artistico del trattamento, cioè non vi sono protocolli, in linea di principio, ma semmai linee guida in cui ci sono tre attori che armonizzandosi possono giungere ad un nuovo stato: l’individuo, il/ i rimedi di Natura e il tempo.

Al terapeuta è il compito di fare da tramite tra queste tre realtà affinché, come Paracelso affermava nel Paramirum, colui che è in stato di malattia ottenga la “remissione dei peccati”. In altri termini all’individuo, con l’umile aiuto del terapeuta, spetta la comprensione delle motivazioni del proprio stato. Comprensione, cioè prendere assieme, nella totalità che è l’unica maniera per il superamento dello stato stesso in cui si fosse trovato o si trovi. La vita medesima è, in un certo senso, uno stato patologico, in quanto un’anima viene ad essere inclusa in una costrizione materiale che è il corpo. Non vengono meno tutti gli aspetti esperienziali fondamentali per la liberazione dell’anima medeisma.

Si rammenti che Socrate sentendo vicina la morte comandò ai discepoli di provvedere ad un sacrificio una volta morto: un gallo al tempio di Asclepio, dio della medicina. Tale pratica, quale ex voto, era dovuta a coloro che giungevano alla guarigione da una malattia.