I quattro elementi  richiamano anche i Quattro alimenti fondamentali per l’uomo:

il Pane, appartenente alla Terra, il Vino, appartenente all’Acqua, il Latte appartenente, all’Aria e il Miele appartenente, al Fuoco.

Questi alimenti sono sufficienti al sostentamento dell’essere umano, in quanto contiene tutti gli elementi necessari per il metabolismo.

Anticipiamo le contestazioni riguardo all’allergenicità di tali alimenti, in quanto tale alimentazione è valida in un ambito naturale, preparato, raccolto e lavorato da chi poi ne usufruirà. Accettiamo quindi la contestazione dei vari esperti di dietetica se ci riferiamo ai prodotti commerciali che, ahimè, ci ritroviamo, praticamente tutti i giorni sulle nostre tavole.

I quattro elementi si possono manifestare nei riguardi dell’uomo anche nei suoi limiti, i quali sono:

il limite materiale che lo separa dal contesto tangibile in cui è immerso ovvero la pelle, quindi legato all’elemento Terra;

il limite immateriale: ovvero il suo nome, che lo identifica nella moltitudine in cui vive o ha vissuto, per gli egizi esso è rn , cioè l’elemento Fuoco;

il limite spaziale: il caos compreso tra Cielo e Terra ove ha la possibilità di muoversi, l’elemento d’Aria;

il limite temporale compreso tra la sua nascita e la sua morte, dominato dall’elemento Acqua.

La vita è un qualcosa che sta sempre all’interno di determinati limiti, per esempio se considero l’arco della vita vedrò che essa sta all’interno di due punti di riferimento che sono la nascita e la morte. Oppure l’apparenza, la manifestazione che io posso osservare è data fondamentalmente dalla capacità che io ho di vedere, di ascoltare, anche queste capacità stanno all’interno di limiti, per esempio: la capacità di vedere si basa sulla capacità che hanno le cellule della retina di percepire le lunghezze d’onda della luce, questa capacità va dall’infrarosso all’ultravioletto; la capacità di udire sta all’interno di quei limiti offerti dalle lunghezza d’onda che mi permettono di percepire i suoni.

Da ciò possiamo dire che esiste un mondo al di fuori di questi limiti visivi, uditivi ecc., che io non conosco in quanto non avverto, non percepisco, mentre altri esseri viventi, altri animali possono invece indagare.

Ora, noi per compiere questa distinzione adoperiamo quelli che noi chiamiamo cinque sensi: tatto, udito, vista, gusto e odorato. In realtà questi ultimi due sono intimamente collegati, prova ne sia che se abbiamo un forte raffreddore non sentiamo i profumi, ma neanche il gusto di un cibo.

Quindi possiamo ridurli a quattro: tatto, udito, vista e odorato.

Con il tatto, analizziamo le sensazioni che un dato oggetto ci dà, in particolare il caldo e il freddo, la forma e la sensazione della superficie, rugosa o liscia, della consistenza, dura e morbida.

Con l’udito apprezziamo i suoni e i rumori, le note acute e gravi, piano e forte, dolce e aspro, armonico e disarmonico, anche determinate frequenze basse, in realtà le avvertiamo, prevalentemente col corpo.

Con la vista verifichiamo la luminosità, il colore, la tonalità del colore stesso.

Infine, l’odorato il più sottile che ci permette di distinguere i profumi soavi e aggressivi,  sottili e penetranti, spiacevoli e piacevoli.

Tutto questo però non avverrebbe, se l’ordine delle nostre percezioni non fosse regolato nella manifestazione da leggi analoghe. Ovvero secondo la legge della quadruplicità.

La vita di ogni singolo uomo si basa ed è definita da il codice genetico il quale a sua volta si basa sulla successione di quattro basi amminoacidiche: guanina, adenina, citosina, e uracile o timina: rispettivamente Fuoco, Aria, Acqua e Terra[1].

Abbiamo visto che esistono tre Regni della natura, ma in realtà, ne esiste un quarto, quindi: dopo il Regno Minerale, Il Regno Vegetale, il Regno Animale troviamo il Regno dell’Uomo, l’unico essere ad avanzare eretto e ad avere i pollici delle mani opponibili.

Osserviamo ora le caratteristiche di ciascun Regno secondo le quattro costituzioni.

La caratteristica del minerale è quella di non deviare dal proprio progetto, dalla legge a cui obbedisce; se riscaldiamo un pezzo di quarzo, questo cambierà cristallizzazione ad un certo punto, ma se lo lasceremo raffreddare questo tornerà alla condizione cristallografica iniziale.

Tale comportamento nell’Uomo  lo chiameremo melancolico o atrabile (Terra).

Il melancolico è indifferente alla vita che gli scorre accanto; talvolta risulta magro di costituzione, debole, terreo e triste. Tende all’avarizia, non solo in termini di denaro ma anche, e sopratutto nei sentimenti.

Una pianta, invece reagisce al caldo al freddo, all’eccesso d’acqua e al secco è capace di trasferire ad altre piante la propria esperienza. Una volta che muore i suoi minerali ritornano a far parte della terra, senza che abbiano impresso in sé alcuna esperienza.

Il vegetale imprime sempre la medesima esperienza adattandosi passivamente; è pur vero che per il periodo in cui esso vive piega alle leggi di quella pianta il minerale, ma è vero che questo avviene solo per un certo tempo.

Questo comportamento nell’Uomo lo chiameremo flemmatico o pituitico (Acqua), flaccido e torbido, ozioso, ripetitivo, legato alle emozioni che lo rendono vittima delle sue azioni.

Il mondo animale come il mondo vegetale è una realtà vivente, ma rispetto a questo e a quello minerale possiede la possibilità di entrare in relazione con gli stimoli esterni, di trasmutarli in qualche forma propria, come faceva il vegetale, ma solo se decide o è spinto a farlo.

In pratica mentre un minerale non si adatta a nulla e non è in relazione con nulla al di fuori di sé stesso, il vegetale si adatta completamente al sistema esterno, l’animale può decidere di reagire o meno ad un certo stimolo. In pratica, mentre un vegetale obbedisce ai ritmi circadiani, alla stato del tempo meteorologico l’animale può anche non farlo. Un fiore non deciderà di non aprirsi perché non ha ricevuto abbastanza acqua o perché ha avuto una notte pessima, l’animale può decidere di prolungare il suo sonno o la sua veglia.

L’animale in diversa guisa non si chiede perché dell’esperienza fatta, la memorizza e, forse, la ripropone in maniera uguale in tutti i suoi simili, ma non riesce a sviscerarla e a evolversi.

Un simile comportamento nell’Uomo corrisponde al sanguigno (Aria); sanguigno, non nel termine moderno di violento, ma nella accezione di essere a caccia di nuove sensazioni senza essere del tutto o per nulla attratto dalla interiorizzazione delle stesse. Il sanguigno può essere un uomo pingue, dedito ai piaceri della carne, allegro, con la battuta pronta.

L’Uomo, conserva le impressioni come l’animale, solo che a differenza di quest’ultimo, cerca di comprendere il fenomeno che lo fa vivere tale esperienza, non solo, ma anche ha una modalità di apprendimento che è perfettamente diverso l’uno dall’altro suo simile. Tale approfondimento della comprensione, talvolta e solo all’uomo, può capitare gli fa prevalere la propria comprensione sui fatti esterni mutati, ovvero l’obiettivo diviene l’unica cosa a cui egli punta.

Tale comportamento si definisce collerico o bilioso ( bile giallo), per differenziarlo dall’atra, quindi legato all’elemento Fuoco.

Il collerico può essere agile, scattante, di aspetto vivace e astuto, generoso fino alla prodigalità.

(Cfr. I Quattro TemperamentiTrascrizione di una conferenza tenuta da Carlo Donati-1993, Trieste).

Ritorniamo un attimo ai Quattro Elementi; come già detto, in essi hanno ciascuno due attributi:

Fuoco                  Caldo                   Secco

Aria            Caldo                   Umido

Acqua         Freddo        Umido

Terra           Freddo        Secco

Caldo è un  moto verso l’esterno ed indica estroversione.

Freddo è un moto verso l’interno ed indica introversione.

Umido indica adattabilità.

Secco indica tensione.

Quindi tornando ai temperamenti: il Melancolico sarà un introverso con tensione, il Flemmatico sarà un introverso con adattabilità.

Il Sanguigno sarà un estroverso con adattabilità e il Collerico un estroverso con tensione.

Da qui possiamo comprendere la divisione dei quattro parti costitutive dell’Uomo di R.Steiner, il quale nelle sue conferenze affermava quanto segue:

 

  1. IL CORPO FISICO è percepibile con gli organi di senso.
    E’ fatto di materia, quindi, è governato da leggi fisico-chimiche, le stesse che reggono il mondo minerale. Queste leggi non spiegano la vita, la psiche, lo spirito. (Terra)
  2. IL CORPO ETERICO è costituito dalle forze vitali (o plasmatrici).
    Non le possiamo vedere ma ne tocchiamo con mano gli effetti.
    Il corpo eterico ha per supporto l’Acqua, che rende possibile il metabolismo e la riproduzione.
    Si oppone alle leggi del corpo fisico.
    Le leggi che lo governano sono quelle del regno vegetale.
  3. IL CORPO ASTRALE si identifica con la psiche o anima.
    Si manifesta negli istinti, nei desideri, nelle passioni, nelle attrazioni e repulsioni, che sono espressioni antitetiche della sensibilità.
    Ha per supporto l’Aria. E’ governato dalle leggi del regno animale e si oppone alle leggi eteriche col suo influsso astrale, senza il quale la vita del corpo eterico rimarrebbe allo stadio puramente vegetativo e senza alcuna sensibilità di natura spirituale, perennemente.
  4. L’IO, LO SPIRITO UMANO, che ci consente di manifestarci uomini e individui. E’ organizzazione intuitiva e razionale dell’Io pensante, autocoscienza, linguaggio, libero arbitrio.
    L’uomo è l’unico nella creazione, a possedere un Io, il cui substrato materiale per agire è Fuoco, che gli consente di muoversi nel regno umano, avendo in comune col regno minerale il corpo fisico, col regno vegetale il corpo eterico e col regno animale il corpo astrale.

 

Il Luscher Test.

 

È un test psicologico che dimostra la validità dei postulati della TradizioneAlchimica,

anche quando vengono applicati secondo un’ottica moderna validata statisticamente,

come si può notare, ha grossa attinenza con le precedenti divisioni delle costituzioni

umane.

 

In questo test:

 

il «tipo Rosso»                     =     Eterocentrismo e Autonomia

 

il «tipo Verde»                     =     Egocentrismo e Autonomia

 

il «tipo Giallo»                     =     Eterocentrismo e Eteronomia

 

il «tipo Blu»                         =     Egocentrismo e Eteronomia

 

 

Egocentrico ha più o meno il significato di “passivo” e indica l’individuo “interessato a sé stesso”.

Eterocentrico ha più o meno il significato di “attivo” e indica l’individuo “interessato all’ambiente esterno”, vi è sotteso il desiderio di “uscire da se stessi”.

Autonomo è l’equivalente di “essere una causa”. L’eccesso di autonomia porta a non considerare le esigenze di armonia dell’ambiente e a scegliere sempre in base alle proprie tendenze ed esigenze. Può essere qualità comune sia l’egocentrico che l’eterocentrico.

Eteronomo è l’equivalente di “essere un effetto”. Indica che il soggetto è adattabile ed è condotto a scegliere in base all’ambiente. L’eccesso di adattabilità non permette di vivere debitamente le proprie pulsioni con le relative conseguenze.

 

IL LUSCHER TEST

 

 

La religione cristiana diede il numero quattro al demonio, in quanto oppositore della perfezione della Trinità, del Padre, Figlio, Spirito Santo. Il quarto è l’Angelo caduto in basso. Probabilmente la lettura va fatta in questa maniera, le prime tre sono fasi di coscienza mentre la quarta che vive negli inferi della psiche umana è l’inconscio, perché, l’inconscio è maschile, rispetto alla coscienza che è femminile.

Ma nella Scolastica il Quattro rappresentò le Quattro Virtù Cardinali: Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza.

Queste Virtù Cardinali, essendo “cardinali” hanno un riferimento con una  Stagione, un Elemento, un Temperamento, un Modo Ascetico ed un aspetto del Tetramorfo Divino con l’Arcangelo corrispondente.

Segno zodiacale Apostolo Virtù cardinale Dono divino Stagione Modo ascetico Elemento Arcangelo[2]

cardinale

Elemento del Tetramorfo
Toro Luca Prudenza Consiglio Primavera Silenzio Terra Uriel Toro o Vitello
Scorpione Matteo Temperanza Timore  Autunno Solitudine Acqua Gabriel Aquila
Acquario Giovanni Giustizia Pietà Inverno Digiuno Aria Raphael Uomo
Leone Marco Forza Coraggio Estate Veglia Fuoco Michael Leone

 

I Quattro Elementi e i Colori.

 

I colori che secondo la concezione antica vengono attribuiti agli elementi sono detti “esoterici”.

Aria            Giallo

Acqua         Blu

Fuoco         Rosso

Terra           Verde

 

ELEMENTO ATTRIBUTO COLORE
 

FUOCO

CALDO

Estroversione

Eterocentrico

SECCO

Tensione

Autonomo

 

ROSSO

 

TERRA

FREDDO

Introversione

Egocentrico

SECCO

Tensione

Autonomo

 

VERDE

 

ARIA

CALDO

Estroversione

Eterocentrico

UMIDO

Adattabilità

Eteronomo

 

GIALLO

 

ACQUA

FREDDO

Introversione

Egocentrico

UMIDO

Adattabilità

Eteronomo

 

BLU

 

Ai quattro elementi vengono anche associate le quattro componenti essenziali del respiro. Nella nostra tradizione alchemica le indicazioni sulle forme di respirazione e sulle posture è andata affievolendosi sempre più mentre è rimasta ben viva in oriente specie per opera della tradizione Yoga. Si può osservare dalle rappresentazioni pittografiche egizie che le posture e i “passi magnetici” erano tenuti in grande considerazione. Quanto al respiro è necessario un approfondimento e una pratica che non può non tener conto delle considerazioni che seguono.

Gli Egizi distinguevano quattro forme di respiro:

 

 

il respiro fisico

 

 

 

 

l’inalazione del principio vitale

 

 

 

 

l‘assunzione del magnetismo mentale

 

 

 

 

l’assunzione della pura spiritualità bianca

 

 

Troviamo infatti su un antico sarcofago le seguenti iscrizioni.

 

Prima iscrizione:

 

 

 

 

 

 

 

Ra (il Fuoco)      dona                 respiro            a te         splendente                  spiritualità

(bianco)                      (anima)

Ovvero: “Ra il fuoco che dona il respiro a te, con un magnetismo bianco”

(traduzione dottor A. Angelini).

Seconda iscrizione:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Shu (l’Aria)                       dona             respiro                           a te             magnetismo mentale

 

Ovvero: “Shu che dona il respiro come magnetismo mentale”

(traduzione dottor A. Angelini).

 

Terza iscrizione:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Geb (la Terra)                          dona               respiro              a te

 

Ovvero: “Geb che dona il respiro fisico”

(traduzione dottor Angelini).

Quarta iscrizione:

 

 

 

 

 

 

 

Osiride (l’Acqua)             dona           respiro                  a te                 fiume

Ovvero: “Osiride che dona il respiro come canale di acqua” (in questo caso si tratta di un respiro energetico, vitale, astrale, quello che gli Indù chiamano Prana).

(traduzione dottor Angelini).

I Quattro Elementi, Conclusioni.

 

Gli elementi, come già spiegato, vengono proposti secondo due sequenze. Una è:

TERRA

ACQUA

ARIA

FUOCO

 

TERRA

ACQUA

FUOCO

ARIA

 

La prima si basa sulla velocità del movimento molecolare (le particelle del fuoco hanno movimenti più veloci di quelle dell’aria).

La seconda relativamente al loro peso molecolare (le particelle dell’aria pesano meno del fuoco).

 

Gli unici due elementi che cambiano posizione sono l’Aria e il Fuoco.

Se ne ricava quindi che l’Aria è più leggera del Fuoco, ma il Fuoco è più dinamico dell’Aria.

 

Se consideriamo il movimento (la rapidità del movimento) avremo la sequenza in cui il Fuoco appare per ultimo.

Se invece consideriamo il peso molecolare avremo l’Aria come elemento più sottile.

 

Elemento Terra.

 

La stratificazione più materiale (elemento Terra) che noi conosciamo è quella biochimica. Nel rimedio è la parte che ha un’interazione biochimica con l’organismo e quindi determina una modificazione nella struttura organica, fisica, del corpo. Questo è l’elemento più pesante del rimedio, comprende tutti i principi attivi, gli oligoelementi e gli elementi minerali e metallici presenti sotto forma di sali biodisponibili. Il considerevole numero di elementi che non raggiungono la ponderalità ma che comunque sono presenti avranno una funzione non fisica ma di diversa natura e più sottile.

 

Elemento Acqua.

 

Segue l’elemento Acqua ovvero l’aspetto magnetico nel senso più lato del termine. Il magnetismo sfugge ai sensi ordinari perché non è appartenente all’elemento Terra, in realtà sfugge solo ai sensi ordinari della coscienza che è centrata sulla Terra. Nel momento in cui la coscienza si dovesse espandere e raggiungere lo stato elettromagnetico del proprio essere, in quel momento, il proprio magnetismo non sarebbe più “segreto” o celato all’individo. Egli conoscerebbe la sua “Magnesia” e sarebbe in grado di riconoscere quella degli altri. Anche non essendo esperti di quel livello, possiamo comunque riconoscere una forza interna che chiamiamo “stato d’animo”. Corrisponde ai sentimenti che si esprimono attraverso le emozioni e che hanno uno stretto legame con i cinque sensi e con il nostro stato mentale.

 

Elemento Aria.

 

Più oltre esistono altri tre livelli; l’Aria, il Fuoco e la Quintessenza che agiscono su strati sempre più sottili.

 

L’aria, il mondo del mentale, è una forma energetica più sottile del magnetismo emotivo. Più dinamica. Si pensa che siano i principi della pianta trasformati in alcool, o sublimati e distillati con le metodiche spagiriche unitamente agli effetti della classica “circolazione” a interagire con il piano mentale. Per lo spagirista è l’archetipo stesso nella sue funzioni “Aria”.

 

Elemento Fuoco.

 

Il Fuoco di una figura geometrica è il centro della figura. Nell’uomo il fuoco rappresenta la capacità di focalizzare, il cuore, la coscienza e la volontà.

[1]              Il codice genetico e l’Astrologia- Angelo Angelini-Kemi Hathor n°52-53 Editrice Kemi Milano

[2]              Nella tradizione indù troviamo i Devarajas (Deva Reggente). Reggente dell’Est è Dritarashtra, Signore dell’elemento Aria. A lui obbediscono le grandi schiere dei Gandharva, gli eterni cantori degli Dei che indossano vesti candide. Ad Ovest troviamo Virupaksa, signore del Fuoco, dominatore delle schiere dei Naga, divinità simili a serpenti, di colore rosso. A Sud regna Virudaka, sottomesso a Varuna, Dio dell’ elemento Acqua. Le sue legioni indossano simbolicamente i colori azzurri ed hanno il nome di Kumbhandas. Il Devaraja del Nord è Kuvera, signore dell’elemento Terra, ai suoi ordini ci sono le legioni degli Yakshas, vestiti  di  oro.