Abbiamo incontrato nei precedenti articoli la trinarietà e la quaternarietà, ovvero rispettivamente la Trinità filosofica, Solfo, Mercur e Sal, e i quattro elementi, Fuoco, Aria, Acqua e Terra.

In pratica abbiamo visto che la prima esprime e comanda la realtà, che è tridimensionale.

La quaternarietà invece esprime la densità e la dinamicità della realtà.

La realtà è molto più complessa nella nostra esperienza della sola dimensione del 3 e del 4. Infatti troviamo che il numero che esprime meglio la realtà sia il sette.

E invero nell’antichità il numero sette è stato molto presente nelle rappresentazioni sia sacre che civili (in realtà senza soluzione di continuità le une nelle altre).

Certamente i sette colli dell’Urbe, i sette re di Roma, i sette vizi capitali (Ira, Accidia, Lussuria, Avarizia, Gola, Invidia, Superbia), i sette fori del cranio (bocca, due narici, due fori auricolari e due fori oculari), ecc..

Ci interessiamo di una particolare relazione detta sequenza caldaica che assegna ad ogni ghiandola endocrina assiale del corpo umano ad una forza planetaria.

Iniziando dall’alto troviamo: l’epifisi in relazione con Saturno, l’ipofisi con Giove, la tiroide con Marte, il Sole con il cuore, le surrenali con Venere, il pancreas endocrino con Mercurio e l’apparato riproduttivo (maschile e femminile) con la Luna.

Noterete che mentre la prima terna coincide con la sequenza planetaria celeste, ma nella successiva dal Sole in giù non seguono sicuramente la posizione planetaria relativa rispetto al nostro pianeta. Questa “differenza” a parte altre questioni filosofiche ha il significato che le ghiandole endocrine sono semplicemente la “rappresentazione” nel piano ormonale delle sette forze.

Cioè, sta a significare che non vi é alcuna influenza astronomica-logica da parte dei pianeti sulla biologia e la biochimica.

Gli unici che influenzano il piano materiale sono il Sole, con la luce e il calore, e la Luna dal punto di vista gravitazionale e mareale.

Tutto questo potrebbe risultare molto affascinante ma poco applicabile sul piano, per esempio, terapeutico nello scegliere un percorso o un rimedio.

Se si avrà pazienza scendendo nel particolare di ciascuno degli archetipi planetari, nei prossimi articoli, si potrà osservare un’utilità pratica non solo sul piano terapeutico ma anche pratico legato alla quotidanità.

Una prima indicazione appare come la divisione del tempo sia basata sui sette giorni della settimana. In cui i giorni prendono il nome planetario secondo una sequenza “originale” non casuale: domenica (Sole), lunedì (Luna), martedì (Marte), mercoledì (Mercurio), giovedì (Giove), venerdì (Venere) e sabato (Saturno).

Si potrà fare menzione dei sette colori fondamentali in cui si divide lo spettro luminoso della luce solare che passa un prisma, che individuano un’altra sequenza diversa dalle altre (partendo dalla frequenza più lunga e salendo verso quelle più corte): rosso (Sole), arancio (Marte), giallo (Mercurio), verde (Venere), blu (Giove), indaco (Luna), viola (Saturno).

Facciamo ora una considerazione che interessa dal punto di vista della erboristeria spagirica e che riguarda il settenario ghiandola ormonale – pianeta – parte della pianta.

L’uomo è una pianta che ha le radici verso il cielo e l’apparato riproduttivo verso terra. Quindi esiste una relazione morfologica vegetale, la funzione ormonale e l’archetipo planetario che si può sintetizzare in questa maniera:

Saturno – epifisi – radice profonda;

Giove   –  ipofisi – radice media;

Marte   – tiroide –  radice superficiale;

Sole      – cuore  –  colletto;

Venere  – surreni – tronco e rami;

Mercurio – pancreas end. – foglie;

Luna      – app.riproduttivo – fiori, frutti e semi.

 

Questa informazione permette di comprendere che se  si voglia efficacemente prendersi cura di una persona con distrubi all’apparato riproduttivo si sceglierà una certa pianta che si ritenga opportuno utilizzare ma di questo si preferirà il fiore perchè è “analogico” all’apparato sessuale. Alcune relazioni sono più immediate come in questo caso, altre vanno meditate e spiegate magari all’inizio.

Rimandando ad altri ambiti di approfondimento come può essere un seminario o un corso, concludiamo questa breve disanima sul settenario facendo notare come in ambito sacro il sette sia presente persino in una preghiera come  il “Pater noster” che inizia con “ qui es in cielis” e si conclude con “sed libera nos a malo”… malus è in latino anche “mela”, simbolo della sessualità.