Sette metalli: Rame

Cu T P.A. (peso atomico) 63, C.E. (conducibilità elettrica) 57,2, T di F.(temperatura di fusione) 1083 C°, T. di E.(temperatura di ebollizione) 2595 C°.

Il rame è conosciuto già nell’antichità per vari usi: arnesi da lavoro, spesso in forme di metallo “drogato” con metalli indurenti come l’arsenico, per fabbricare gioielli, per creare leghe d’oro assieme all’argento.

Il rame è un ottimo conduttore del calore e dell’elettricità, secondo solo all’argento.

I minerali più frequenti da cui si estrae il rame sono la Calcosina o Calcosite Cu2S che cristallizza nel sistema rombico e nella Calcopirite Cu Fe S2 che cristallizza nel sistema tetragonale.

E’ evidente come i maggiori giacimenti si trovi nella fascia dei vulcani attivi della Terra cioè Nord America – Sud America peculiarmente ortogonale alla distribuzione della pirite.

Laddove si incrocia con questa troviamo la calcopirite (cfr. I sette metalli Pelihan).

Il rame ha un rapporto con luce, potremmo dire armonioso, già i suoi minerali sono estremamente colorati e variegati e anche il metallo scaldato emana più fortemente degli altri la “coda di pavone” dei colori dell’iride.

Anche per questo presso l’antichità venne usato parimenti all’argento per specchi e gioielli.

È un metallo che suona bene se attraversato da un onda sonora piuttosto che percosso, per questo è adatto a essere usato per strumenti a fiato.

Il rame è fortemente legato al mondo vegetale, e in certi alimenti è estremamente presente.

Nell’antichità venivano manufatti specchi di rame perchè migliora l’estetica di chi ci si rifletta.

Negli organismi è presente come elemento necessario del metabolismo del ferro e quindi della respirazione.

Ma in certi organismi molto primitivi, come certi molluschi marini e non, sostituisce il ferro nella struttura delle emoglobina, che si chiama emocianina, per il fatto che dona una colorazione blu al sangue di questi.

Il rame possiede una capacità antisettica nei confronti di muffe e di funghi per cui è sempre stato utilizzato nel trattamento dei vegetali prima dell’avvento dei battericidi di sintesi attualmente in uso.

Come lo stagno in certi animali si concentra in quantità notevoli in certi organi così il rame negli altri animali tra cui l’uomo si concentra nei medesimi organi, oggetto della presenza dello stagno, ad eccezione della lingua e della mucosa linguale.

Soprattutto il fegato arriva a una concentrazione fino a 8 milionesimi di mg/kg.

Vi è poi una differenza tra uomo e donna nel senso che la donna in media possiede una concentrazione fisiologica di rame leggermente maggiore dell’uomo e viceversa per quanto riguarda il ferro.

In diverse situazioni il rame tende ad aumentare come in caso di infezioni e di gravidanza p.e., mentre per altro in situazioni acute come una febbre, un avvelenamento e in caso di digiuno i livelli sierici di rame non subiscono delle variazioni.

Nelle patologie epatiche sia acute che croniche si hanno degli aumenti abnormi del rame, addirittura in caso di itterizia il rapporto bilirubina e concentrazione sierica del rame sono fortemente agganciate e crescenti in maniera parallela.

Tutto questo risponde al legame astrologico fra rame e ferro nell’aspetto dei due archetipi rispettivi: Venere e Marte.

E’ presente anche nei semi oleoginosi.

Come microelemento è necessario nell’emopoiesi, negli enzimi cuprodipendenti (ureasi, δ-aminolevunilolo), nell’osteoblastosi, nella formazione della mielina, nelle molecole con capacità antiossidanti come MAO e SOD.

Risulta essere tossico per gli organismi viventi nelle forme di sali inorganici (cloruri, nitrati e solfati).

L’intossicazione si manifesta con gastroenteriti violente anche con manifestazioni ematiche.