Sette metalli: considerazioni e loro relazione

Come suggeriscel Pelikan, su il già citato libro dei “Sette metalli”, si possono fare delle interessanti considerazioni sperimentali basandoci sulle relazioni che intercorrono i sette metalli.

Se infatti li ordiniamo secondo i pesi atomici collocando gli elementi, partendo dal più leggero il Fe in basso a destra e distribuendo i vari elementi in ordine di peso crescente secondo lo schema riportato in fig.1 noteremo degli aspetti interessanti.

Se ai metalli sostituiamo gli archetipi avremo che si formano le coppie (antitetiche) Marte-Venere, Saturno-Luna, Mercurio-Giove che ritroviamo nelle dimore zodiacali di Ariete-Bilancia/Scorpione-Toro per la I coppia, Capricorno-Cancro per la II coppia , Gemelli-Sagittario/Vergine-Pesci per la III coppia.

Solo il Sole rimane “al di sopra delle parti”e senza controparte, in obbedienza al fatto che manifestandosi sul piano metallico come oro tende a mantenersi “puro” come abbiamo visto, pur disperdendosi nella natura.

Gli altri metalli possono, come abbiamo visto entrare nei medesimi minerali o operare in maniera simile nel mondo vivente: ferro e rame nella Calcopirite, Galena e Argentite assieme pur mantenendo la propria identità.

Stagno e mercurio invece non compartecipano dei medesimi minerali né hanno una qualsiasi “parentela”, anzi mentre il mercurio è liquido a temperatura ordinaria, lo stagno risulta variabile come struttura a seconda delle temperature ( al di sotto del punto di fusione) ma comunque solido. E quando è fuso mantiene il suo stato liquido a temperature molto elevate.

Il mercurio invece tende a evaporare con facilità.

In pratica tale diagramma mostra che la differenziazione sale dal basso verso l’alto fino all’oro che è talmente diverso dagli altri da non poter “contrapporsi” a nessun altro metallo.

Richiama certamente lo stato dell’Androgino come perfezione.

Consideriamo ora il diagramma della figura in cui si traccino tre triangoli isoscele, ponendo ai vertici i simboli chimici dei sette metalli.

Noteremo che si formano tre triplette che rispondono ad aspetti comuni tra i metalli: la prima formata da rame, argento e mercurio sono accomunati dalla capacità di essere ottimi conduttori di calore e corrente (il mercurio va considerato in questo caso nella sua forma solidificata a temperature basse) sono da semi-nobili a nobili, sono malleabili e plastici.

I loro punti di fusione sono decrescenti.

Formano solfuri abbastanza simili fra di loro e hanno un modo di comportarsi nei confronti della luce positivo.

La seconda formata da ferro, piombo, stagno raggruppa cattivi conduttori, cattivo rapporto col suono e con la luce, con temperature di fusione anch’esse decrescenti.

Sono metalli non nobili, non hanno minerali in comune fra tutti, ma per coppie (ferro e piombo si trovano nei solfuri e tra i carbonati) (ferro e stagno “convivono” come ossidi).

Il terzo triangolo centrale raggruppa oro, rame e ferro.

L’oro si trova tanto con i minerali di ferro che di rame o con tutti e due assieme.

Le temperature di fusione dell’oro sono analoghe al rame e la temperatura di evaporazione dell’oro è molto vicina a quella del ferro.

L’affinità dell’oro col ferro si completa poichè il suo sale principale, il tricloruro d’oro, è estremamente simile, come disposizione della cella elementare, al tricloruro di ferro.

Le considerazioni dal punto di vista del comportamento chimico ci dice che rame, mercurio e argento tendono a formare idrossidi basici. Piombo, ferro e stagno invece hanno un comportamento anfotero cioè possono comportarsi sia da acidi sia da basi.

L’oro come si è detto si comporta in maniera neutra.