Filosofia della Spagyria: Saturno vegetale – Felce maschio

Habitat
Cresce nei boschi e in luoghi ombrosi con arbusti alti.
E’ diffusa in Asia, Europa ed America fino alla quota di 1.500 metri.

Costituenti principali
Composti fluoroglucinici (aspidolo, filicina, albaspidina), tannini, sostanze amare, sostanze grasse, o.e. e zuccheri.

Informazioni
“Le felci esprimono una completa realizzazione della foglia in una forma pressoche perfetta.
Rimane assente il germoglio più spesso la foglia si piega e contattando il terreno genera un radicamento.
Curioso è lo srotolamento della foglia simile alla proboscide di una farfalla.
Nella fronda fogliare risiedono le vescichette ricche di spore.
L’andamento è simile alle „ruggini” fungine che aggrediscono i vegetali.
Ma per le felci tale caratteristica sembra entrare nella pianta.
La spora cade su una superficie umida e da’ vita ad un protallo.
Una „regressione“ che le porta ad uno stadio antico molto vicino a certe alghe estinte di epoche anteriori della Terra.
Crediamo che una pianta simile abbia degli aspetti psichici di natura istintiva, infatti piante come queste sono utili per contrastare instintività viscerali come il senso di “pienezza” sbloccando le parti più profonde dell’individuo, rendendolo capace di uscire dalle difficoltà di relazione con sè stessi.
La felce è in fin dei conti un lassativo con poteri vermifughi, quindi, con poteri di espellere “entità” più profonde e con comportamenti parassitari che ricordano le descrizioni delle simili nature.”
(Pelikan)

Utilizzato come antiparassitario intestinale un tempo specie per la tossicità che rendeva difficile e pericoloso il suo utilizzo nel contrasto della tenia, oggi e del tutto abbandonato per questo uso.
D’interesse farmacologico sono, in associazione con altri estratti di piante adatte, gli estratti titolati dei fluoroglucinici per la preparazione di lavande vaginali per combattere la candida ed altri parassiti dell’apparato femminile.

Secondo la mitologia la felce era la pianta consacrata al dio Pan, in dio pastore, della campagna, dei pascoli e delle selve.

Un tempo i “caruggi” dei paesi liguri nei quali doveva passare la processione del Corpus Domini venivano ornati con vasi contenenti questa pianta a memoria delle somiglianza con il pastorale vescovile.