Filosofia della Spagyria: Venere vegetale – Coriandolo

Habitat
Presente in tutte le zone temperate dell’Europa.

Costituenti principali
O.e.: d-linalolo, boreneolo, canfora, geraniolo, limonene, alfa-pinene, cimene, fellandrene; ac.petroselinico, oleico e linolenico, idrossicumarine (umbelliferone e scolopetina).

Informazioni
Coriandrum sativum L. è un’erba annuale comunemente usata nella cucina mediorientale, mediterranea, indiana, latino americana, africana e del sud-est asiatico.
Studi farmacologici in vivo hanno dimostrato le seguenti azioni: ipoglicemizzanti, antinfiammatorie, ipolipidemiche,  antimutageniche,  antipertensive, antiossidantiansiolitiche, antimicrobichesedative, diuretiche,  carminative, antispasmodiche e rilassanti.

Etnomedicina
Nell’Ayurveda è considerato 
un’erba divina che viene consigliata nel cancro e nel diabete.
Il suo olio essenziale estratto dai semi è un rimedio naturale utilizzato per il trattamento di emicrania, artrite, nevriti, infezioni del tratto urinario, febbre e indigestione.
Come, in parte già indagato dalla scienza occidentale attuale, allevia problemi mestruali, febbre, epatite C, vermi e parassiti, disturbi renali, ulcere della bocca, livelli elevati di colesterolo, colite, orticaria, allergia, perdita di memoria, reumatismi, impotenza.
Coriandolo è nominato in numerosi testi sanscriti risalenti a più di 7000 anni fa.
In sanscrito è  chiamato come Dhanyaka o Dhaniya.
E’ conosciuto in occidente come prezzemolo cinese o erba cimicina.
In Iran è cosnosciuto con il nome,  Parsi, popolare di Geshniz.

Leggenda
Plinio, nel Naturalis Historia, consigliava di porre alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole per far sparire il mal di testa e prevenire la febbre.
Il nome latino Coriandrum sembra avere la sua etimologia deriva da κορις (cimice) e il suffisso ανδερ  (somigliante).
Probabilmente perla somiglianza dell’odore emanato dai frutti acerbi o dalla pianta spremendo o sfregando le foglie.

Coriandolo, carvi, cuminofinocchio e anice verde entrano nel novero erboristico dei”semi caldi“.