Filosofia della Spagyria: Mercurio vegetale – Tanaceto

Habitat
Boscaglie, umide sul greto dei fiumi, luoghi incolti, margine dei campi, delle strade e delle vigne dal l.d.m. fino allla montagna dell’Italia continentale.

Componenti principali
Partenolide, tanacetone, canfora, 1,8-cineolo, acetato di bornile, α-terpinene, β-pinene, α-pinene, γ-terpinene, ρ-cimene, canfene, canfora, ossido di cariofillene, limonene, terpinene-4-olo, terpinolene.

Informazioni
Tanacetum vulgare L. è ben conosciuto in letteratura per  le attività antinfiammatorie, antiossidanti, antibatteriche e citotossiche.
Risulta anche avere proprietà insetticida e parassiticida.

Tanaceto nella medicina persiana
A parte le attività già nominate T.vulgare è stato oggetto di studio nel caso di A.I.D.S. in quanto immunomodulatore (assieme ad ortica e rosa canina).

Tanaceto in Spagiria
Il Tanaceto è leggermente velenoso e questo dimostra che la pianta abbia un’attività palingenetica,enuto conto che ha sotto di sè le due potenzialità che pilotano gli organi sessuali di entrambi i sessi, Sagittario per gli organi maschili e Scorpione per gli organi femminili.
Le preparazioni di Tanaceto sotto forma di oleolito hanno costituito per il passato e lo sono tuttora un buon rimedio contro l’impotenza.
L’olio va applicato con leggeri massaggi sul filo dei reni e lungo la spina dorsale.
Presso gli antichi, gli oleoliti di tanaceto erano molto in uso anche nelle cerimonie religiose.
La pianta si presenta quindi come tonico  e si impiega nelle debolezze generali,nei casi di nervosismo e di isteria.
Si usa nelle insufficienze mestruali e come vermifugo per combattere gli ossiuri e la tenia.
In quest’ultimo caso si consiglia un clistere usando il fiore in ragione del 5 per cento.
I fiori di tanaceto richiamano la particolarità delle foglie di noce in quanto messe nelle cucce dei cani allontanano le pulci o infilate nei sacconi liberano dai parassiti.” (Il Serto di Iside vol.I A.Angelini Ed.Kemi Milano)
Tanaceto (Chrisanthemum vulgare)
Fino a mezzo secolo fa , il Tanaceto veniva appeso al soffitto, contro gli insetti, e nei guardaroba contro le tarme, oppure mescolato con le spezie in cucina.
I nostri proavi usavano spalmare sui vari centri epidermici, ove le ghiandole endocrine presentano i loro punti di forza, un olio, in cui erano messi in infusione i fiori del Tanaceto.

Donatore di immortalità, viene tuttora impiegato, secondo i cicli  celesti, sotto forma di tintura, nelle insufficienze mestruali, nell’idropisia, o per curare la gotta, malattia saturnina, o contro la debolezza generale” (Il Volo dei Sette Ibis A.Gentili ed.Kemi Milano)