Filosofia della Spagyria: Mercurio vegetale – Valeriana

Habitat
Nei boschi freschi dal l.d.m. al piano montano in tutta l’Italia continentale e in Sicilia.

Componenti principali
O.e. (azzurro-verde): l.canfene, l.pinene, l.borneolo, forma acetica e buttirica dei precedenti, ac.isovalerianico, terpinolo, sesquiterpene; glicosidi (catanina e valerina), mucillagine, resine, ossidasi, ac.acetico,ac.formico, ac.malico e 2 ac.valeriotannici (analoghi ac.caffetannico).

Informazioni
Ha lo stelo cavo, questo la porta ad appassire rapidamente una volta staccata dal suo rizoma.
La sua nascita inizia nell’umido tereno e termina in dei semi piumati che simili a piccoli paracadute volano lontano.
Quindi è una pianta che si apre all’Aria.
Il suo odore rispetta questa oscillazione tra l’Acqua e l’Aria, profumo dolce alternato ad un odore rancido simile a sudore o a burro ossidato.
Il primo fortunamente prevalente sul secondo!” (Pelikan)

Le ricerche scientifiche
I lavori evidenziano come le radici di Valeriana officinalis L. possiedano una forte valenza ipnotica, antidepressiva, miorilassante ed ansiolitica in varie forme di estrazione (in vivo).
Inoltre secondo altri lavori possiede attività neuroprotettive e “l’estratto di radice di valeriana e l’acido valerenico migliorano le funzioni cognitive, promuovono la proliferazione cellulare e la differenziazione dei neuroblasto, e riducono il corticosterone sierico e la perossidazione lipidica nei topi anziani.

Valeriana in Ayurveda
E’ onosciuta in Sanscrito come mishi (मिषी) e viene indicata per le medesime qualità di cui sopra, ma anche sottoforma di polvere aspersoria in qualità di deodorante.

Valeriana in Spagyria
La segnatura proposta all’inizio della scheda è proposta dal dott. Angelo Angelini.
Viceversa Angelo Gentili la propone come pianta venusina: ” Di questa pianta si hanno notizie fin dal IX secolo avanti Cristo, nel medio regno egizio.
E’ sempre stata considerata la pianta dell’equilibrio nervoso, poichè presenta caratteri sedativi superati, forse , solo dalla cardiaca, anch’essa venusina.
Viene impiegata nei casi di ipereccitabilità, e nei casi di nevrastenia, in cui esistono  scompensi dovuti all’adrenalina.” (Il Volo dei Sette Ibis ed. Kemi Milano)