Filosofia della Spagyria: Luna vegetale – Ailanto

Habitat
Pianta originaria della Cina e dell’India.
E’ specie frugale, resistente, adattabile a qualsiasi tipo di terreno, purché al riparo da forte vento, a cui è sensibile per i rami fragili; s’incontra frequente in tutti gli incolti, lungo i torrenti, in terreni poco ambiti e nelle boscaglie, dove spesso si moltiplica abbondantemente (tanto da essere considerata  un infestante).

Componenti principali
Cantinone, glucoside (quassina?), oleoresina, resina, essenza aromatica, essenza acre, tannini, mucillagine. (Corteccia)
Hexadecanale. (Foglie e radice)
Isolariciresinolo, isolariciresinolo 9-O-beta-D-glucopiranoside, acido gallico, D-sorbitolo, vanillina, 6,7-diidrossi-cumarina, stigmast-4-en-3-one, 5alfa, 8alfa-epidiossi-ergosta-6,9, 22E-trien-3beta-olo, ergosta-4,6,8 , 22E-tetraen-3-one, cicloeucalenolo, lupeolo, acido betulinico.  (Frutti)

Informazioni
Ailanthus altissima (Mill.) Swingle è conosciuta in MTC come Chouchun 臭椿 ed Aralu  (कट्ग) ed con altri nomi in Ayurveda è una pianta tossica utilizzata sia per le proprietà antimalariche sia per le problematiche gastrointestinali.
Viene utilizzata la corteccia delle radici o dei rami giovani.
L’Ayurveda utilizza anche le foglie.
Le indicazioni di  Ailanto coprono diarrea, specie se accompagnata da sanguinamento, meno-metroraggie.
Bronchiti, asma, tosse spasmodica, problemi cardiovascolari e ulcere gastroduodenali (Ayurveda).
Sia in MTC che per l’Ayurveda in forma di decozione viene utilizzato per la detersione di ferite, gonfiori, eruzioni cutanee ed esternamente per il trattamento di dermatosi prurigginose.
In MTC viene utilizzato anche in caso di epilessia.

Ailanto nella medicna iraniana
Oltre ad indicazioni riportate qui sopra, ailanto possiede un’attività calcioantagonista simile che giustificherebbe quanto riportato dalla MTC e Ayurveda.

Uso fitofarmacologico di Ailanto
L’estratto o le sue frazioni semi-purificate di A. altissima hanno attività diserbanti,  sicuri ed efficaci dal punto di vista ambientale, ed agiscono in caso di parassiti agricoli.

Note particolari
Ailanthus altissima è uno dei più resistenti all’inquinamento tra le specie arboree, compreso l’ inquinamento da biossido di zolfo , che può essere assorbito con le foglie.
E’ in grado di resistere alla polvere di cemento e ai fumi del catrame di carbone e può anche resistere relativamente bene all’esposizione
all’ozono.
Inoltre, è stato riscontrato che un’alta concentrazione di
mercurio si è accumulata nei suoi tessuti vegetali.
Ailanthus altissima è stato utilizzato per il reimpianto in aree in cui si verifica il drenaggio di terreni acidi e ha dimostrato di tollerare valori di pH fino a 4,1 (quasi l’acidità del succo di pomodoro).
Può tollerare
livelli molto bassi di
fosforo e alti livelli di sale.
Grazie alla sua capacità di immagazzinare efficacemente l’acqua nel sistema radicale, questa specie è molto resistente alla siccità.
Le radici sono anche molto aggressive e possono causare danni ai tubi sotterranei.

Ailanto in Spagyria
Fino alla sua sparizione dalle piante ammesse nella Farmacopea europea, a causa della sua tossicità, si utilizzava in forma di macerato glicerinato spagyrico assieme alla Magnolia e al Fico (sempre in forma di macerato glicerinato spagyrico) in forme aggressive di candidosi del lattante, in forme asmatiche e in caso di crosta lattea.
Qualora il neonato fosse stato allattato al seno tale triade veniva somministrata alla nutrice.