Filosofia della Spagyria: Sole vegetale – Leonurus cardiaca

Habitat
questa specie sono gli incolti, le zone ruderali, i muri, i greti dei fiumi e le concimaie del nord Italia, in Francia e Svizzera in modo discontinuo.
E’ ovunque presente in Austria e Slovenia e nel resto dell’Europa dove si rinviene un po’ ovunque con una distribuzione più o meno continua fino alla Cina.

Costituenti principali
Iperoside,  saponina acida, un olio essenziale, acido tannico,  resine varie, grassi e acidi organici.

Informazioni
Leonurus cardiaca L. è stata studiata per i suoi effetti analgesici e sedativi in diversi studi “in vivo”.
Tradizionalmente utilizzato nei disturbi cardiaci di natura nervosa e circolatoria e nei disturbi digestivi.
Viene riportato siano stati utilizzati anche nell’asma bronchiale, nei sintomi climaterici e l’amenorrea.
Per uso cutaneo esternamente nelle ferite e nelle infiammazioni della pelle.
Le ricerche scientifiche mostrano lievi effetti cronotropici, ipotonici ai suoi estratti.
Inolttre gli studi farmacologici ne riconoscono un’attività antibatterica, antiossidante, antinfiammatoria, immunostimolanti nonché i suoi effetti sul cuore e sul sistema circolatorio, (anche come ipotensivo).
Conosciuta nella medicna cinese come Yi Mu Cao, “erba madre” appartiene
alla categoria dell'”Erbe che tonificano il Sangue“.
Infatti ne indica il nome, queste erbe tendono a stimolare il flusso sanguigno.
Nel MTC è utilizzata per aiutare la circolazione del sangue in condizioni cardiovascolari o irregolarità mestruali e per curare i dolori acuti causati dal ristagno di sangue.
E’ usati per trattare la stasi del sangue in caso di alcuni tumori, cisti e coaguli induriti.

Conosciuta come erba madre viene utilizzata in alcune cucine come condimento in varie ricette di zuppe di verdure, in particolare quelle di lenticchie o piselli spezzati, o per aromatizzare birra e tè,

Il nome generico “leonurus” deriva da due parole greche: “λεων” (= leone) e “ουρα” (= coda) che insieme significano “coda di un leone” (in riferimento alla pubescenza dell’infiorescenza).
Il nome specifico “cardiaca” invece deriva dall’antica tradizione sull’antico uso di tale pianta  per i dolori cardiaci.

.Fondalmentalmente si tratta di una pianta solare che agisce sul sistema nervoso simpatico-parasimpatico.
Le sue caratteristiche l’avvicinano agli effetti che si riscontrano in biancospino.