Sette metalli: ferro

Fe U P.A. (peso atomico) 55 , C.E. (conducibilità elettrica) 10, T di F.(temperatura di fusione) 1539 C°, T. di E.(temperatura di ebollizione) 2877 C°.

Il ferro è un metallo bianco-argenteo tenero, laminabile, si può filare, malleabile.

Si magnetizza facilmente e altrettanto facilmente perde tale caratteristica anche per un debole riscaldamento.

Cattivo conduttore del calore e dell’elettricità.

Le sue leghe con altri metalli, con molti non metalli, tra cui il carbonio lo rendono più duro, se magnetizzato, più stabilmente conserva tale caratteristica.

Anche la resistenza agli agenti ossidanti, pur variando dal tipo di lega, risulta comunque nettamente migliorata rispetto al metallo puro.

Non è adatto a generare un suono, anche se non lo ferma; è troppo impetuoso e poco armonioso per farlo!

In Natura si trova sottoforma di vari minerali, ivi compreso il metallo puro che è di origine meteoritica, oggi estremamente raro, che è stato una fonte di ferro nella lontana antichità.

Il ferro, dicevamo, si trova in forma minerale diversa:

in solfuri (pirite, pirrotina),

in carbonati (siderite), in idrossidi (goethite, in onore di Goethe) e infine negli ossidi (magnetite).

Analizziamo per brevità la pirite FeS2 che cristallizza nel sistema cubico (sistema cristallografico legato all’archetipo Sole).

Essa compare come giacimenti nell’area temperata del globo terrestre, laddove vi è una sorta di “respirazione“, come sottolinea Pelikan, della Terra data dalle alternanze stagionali che lì maggiormente si manifestano.

Il ferro infatti è l’elemento più importante nel ciclo respiratorio del mondo animale entrando a far parte della emoglobina

Questa caratteristica del ferro la si nota anche dal suo modo di comparire nel mondo minerale sottoforma di vari minerali; così per analogia la capacità di legarsi ugualmente al carbonio e all’ossigeno può essere letto in analogia con il compito di legare ora l’ossigeno ora il carbonio dell’anidride carbonica nel ciclo respiratorio animale.

Inoltre il ferro possiede in sé una capacità di “piegare” diverse sostanze tossiche, non solo nel renderle innocue, come per il monossido di carbonio e il cianuro, ma anche di utilizzarlo per portare vita.

Infatti legandosi alle porfirine, sostanze tossiche attivate dalla luce, non solo le neutralizza ma anche le rende portatrici di vita, trasformandole nelle emoglobine.