Filosofia della Spagyria: Logica e Iperlogica 

Quale potrebbe essere il terzo elemento di ragionamento?

L’analogia o iperlogia è, quindi, quella legge universale che agendo in materie diverse porta a risultati diversi.

Al-Kindi (Bassora?, Baghdad 870 d.c.) dice a questo proposito: Infatti la condizione dell’Armonia Celeste è tale che poiché tutte le stelle sono di differente natura e perciò tutti i loro raggi sortiscono effetti discordanti, nel mondo degli elementi, accade che gli effetti radiali si aiutano a vicenda nei riguardi di una stessa materia, e si ostacolano in un’altra.
E in ogni cosa che naturalmente è data dall’Armonia, vi è una stella predominante e similmente un segno che prevale sugli altri nell’opera e nel regime di questa cosa.
Da questa condizione reciproca dei raggi sorge una tanto grande diversità nelle realtà di questo mondo che in nessun luogo si trovano due o più cose esistenti in atto con simili in tutti gli aspetti.”
De radiis ed.Mimesis MI.

Questa modalità di ragionamento permette di comprendere che se l’iperico è una pianta che cura il fegato è perché origina dalla medesima legge che ha generato questo come quello. In altri termini, volendo utilizzare una visione junghiana, fegato ed iperico possiedono il medesimo psichismo (psichico contrario a non visibile).

In termini egizi diremmo che entrambi sono l’espressione del medesimo Neter, che viene traslitterato in maniera semplificata con il termine “dio” (considerandolo però come una delle ipostasi di Dio).

Più correttamente Neter andrebbe descritto con il termine di archetipo.

 

Il geroglifico (rappresenta una bandiera, un vessillo) è un trilittero formato dai i tre sopra in cui: N rappresenta “il pelo delle acque” che separa qualcosa che è sia visibile che invisibile; t il cronotropo, ovvero la condizione elettromagneticamente diversa (in pratica il semiarco diurno del cammino solare rispetto all’orizzonte) e rla bocca che parla”, ovvero la manifestazione creativa del logos.

Riassumendo possiamo descrivere in maniera approssimativa che Neter vorrebbe essere quella legge che si manifesta assumendo diverse forme, che possiedono una parte non visibile ai sensi, ma simili tra di loro secondo un ben preciso spazio tempo.

Come si può notare questa forma tridimensionale di considerare la realtà porta come conseguenza che il concetto di io e non io venga ad essere, se possibile, reintegrato in un unità.

Tutto ciò che ci circonda risulta essere “me”, non vi è la necessità di un comandamento che auspichi di amare il prossimo tuo (inteso in senso esteso).

Chiaramente il concetto di Amore in questo frangente viene ad essere considerato un continuum rispetto all’osservatore che lega l’osservato.

Inoltre si crede sia abbastanza intuitivo respingere la visione separata tra soma e psiche, in quanto sia non vi è corpo senza psiche così come non può sussistere una psiche priva di corpo.

Di fatto già da molto tempo vi è stata una dicotomia nel trattamento delle patologie a carico delle due entità, per cui i medici si occupano del soma e, un tempo i preti, ora gli psicologi della psiche.

I dati dei moderni ricercatori ormai asseriscono una interazione reciproca tra queste due realtà che non fanno altro che confermare come gli antichi associassero comportamenti morali, di alimentazione, persino espressioni verbalizzate, simili a preghiere, associate a ritualità esteriori per una possibile risoluzione dello stato di malattia dell’individuo.