Filosofia della Spagyria: Solfo, Mercur e Sal

 

Qualcuno potrebbe avere notato come nel geroglifico del termine Neter vi siano delle informazioni ulteriori rispetto a quanto già precisato. Il fatto che vi sia un simbolo unitario (la figura seduta barbuta accanto è un ideogramma qualitativo che ne definisce la sacralità) che è formato da tre geroglifici richiama l’uno e trino della nostra tradizione cristiana.

Siccome siamo in un ambito strettamente spagirico parleremo invece di quella della triade Solfo, Mercur e Sal, che son lungi dall’essere identificabili con gli elementi chimici, i primi due, e con il termine generico delle sostanze cristallizzabili formate da anioni e cationi a carica neutra.

Essi sono definiti principi, cioè presenze indistinguibili e necessarie che compongono tutte le entità della manifestazione.

Per comprenderne la portata potremo dire che sono, analogamente, il numero di gambe minimo di un tavolino perché possa rimanere in equilibrio.

La rappresentazione glifica dei 3 principi ci racconta qualche informazione in merito a quelle che siano le loro peculiarità nel gioco della manifestazione.

Il Principio Solfo o Zolfo filosofico, in relazione con l’Anemos greco quindi con l’elemento Aria M

Il Principio Mercur o Mercurio filosofico, Pneuma in relazione con l’elemento AcquaP

ed infine

Il Principio Sal o Sale filosofico, Corpo o meglio Principio di Forma in relazione con l’elemento Fuoco N

Il principio Sal si individua, anche, come Terra residuale o Caput mortuum.O .

Ovvero la massima estroflessione (Fuoco) e la massima introflessione (Terra).

Per Paracelso corrispondono: Solfo al Mondo animale, Mercur al Mondo vegetale e Sal al Mondo minerale.

Va tenuto conto che questa triade trovi diverse analogie sia nel mondo della manifestazione, così troveremo che la composizione dell’atomo è composta da elettroni, protoni e neutroni fino a considerare la tripartizione del sangue in leucociti, eritrociti e piastrine che provengono da un’unica cellula staminale toti potente.

Si invita tuttavia a non tentare alcuna digressione filosofica sull’appartenenza di una parte del mondo naturale in quanto non afferrabili dalla mente umana limitata.

Comunque è ora opportuna, come precedentemente promesso, una limitata analisi dei glifi.

Il simbolo Solfo è un triangolo (dell’elemento del Fuoco) che sormonta una croce.

Il triangolo indica che si tratta di una forza che tende a salire ma che è “agganciato” ad una croce, che vedremo essere l’espressione della croce degli elementi (cfr 4 elementi), ovvero si potrebbe dire analogo al campo elettrico e al campo magnetico che risultano perpendicolari. 

Il simbolo Mercur risulta essere formato dalla circonferenza che sormonta una croce.

In questo caso la circonferenza rappresenta sia un’identità separato dal tutto sia rappresenta la ciclicità del tempo che domina la manifestazione.

Infine il simbolo Sal in cui si vede una circonferenza tagliata in due da un tratto orizzontale.

Sulla circonferenza si rimanda a quanto già detto in precedenza, resta da comprendere il significato della linea orizzontale.

In linea di principio ciò che è orizzontale simbolicamente rappresenta qualcosa che è passivo e divide una parte alta da una bassa che risultano speculari.

Quindi una identità non cosciente che risulta separata tra una parte visibile ed una non visibile.

Se cerchiamo un’ulteriore analogia nel mondo vitale potremmo trovare l’analogia con l’ovulo che viene fecondato.

L’ovulo è un Caos identificato (Sal) che viene informato da un Mercur (sperma) portatore di informazioni.

Quando l’individuo è sufficientemente organizzato avviene la coniugazione di un anemos (Solfo), ovvero il primo respiro.