Filosofia della Spagyria: Sole vegetale – Salice

Habitat
Comune lungo i corsi d’acqua dal mare alle zone premontane dell’Italia tutta.

Costituenti principali
Salicina, tannini.

Informazioni
La corteccia di salice è stata tradizionalmente utilizzata per febbri, reumatismi muscolari e artridei con infiammazione e dolore, influenza, catarro respiratorio, artrite gottosa, spondilite anchilosante e in particolare per l’artrite reumatoide  e altri disturbi sistemici del tessuto connettivo caratterizzati da alterazioni infiammatorie.
Nonchè la febbre e persino le infezioni da taglio ombelicale e nelle emorragie, e non solo, da circoncisione, segno di una possibile emofilia.

I lavori mostrano come Salix alba L. abbia diverse caratteristiche fra cui la capacità di controllare lo stress ossidativo a livello cardiaco e renale in presenza di ipercolesterolemia indotta (in vivo).
Accanto alla spiccata e tradizionalmente riconosciuta dall’antichità capacità antinfiammatoria ed analgesica, gli estratti della corteccia di salice bianco riducono, in vitro, i mediatori infiammatori del fattore di necrosi tumorale α e del fattore nucleare-kappa B.
Il polline (raccolto dalle api) possiede, in vivo, una attività antiestrogenizzante ed estrogenizzante, come pure, antigenotossica.
Lo studio ha portato a considerarlo utile nella prevenzione da danni di alcuni preparati chemioterapici.

L’estratto gemmoderivato degli amenti possiede un spiccata azione estrogenizzante.
E’ indicato nell’amenorrea, nelle sindromi dismenorroiche, nell’ipoestrogenia, nell’eretismo sessuale, nell’isteria e nella ninfomania.

Il nome geroglifico del salice è TIR

“In Cina, il salice viene rappresentato accanto ad una porta che si apre al mondo della Luce.
Lo chiamavano Yang-lieu, “l’albero solare delle Porte”.
Giasone trova i corpi morti degli eroi appesi ai salici chiusi in pelli di ariete.
Vi è il riferimento al mito egizio della pelle dell’Ut che indica il processo palingenetico.” (da Il Volo dei Sette Ibis-A:Gentili Ed.Kemi Milano)

In occasione della festa delle Capanne (Sukkot), il Signore si rivolge a Mosè: “Il primo giorno prenderete frutti degli alberi migliori: rami di palma, rami con diverse foglie e salici di torrente e gioirete davanti al Signore vostro Dio per sette giorni…” (Lv. 23,40).

Il salice è segno di benedizione: “Spanderò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri; cresceranno come erba in mezzo all’acqua, come salici lungo acque correnti…” (Is. 44,3-4).

Naturalmente in questo caso si tratta di una specie diversa: Salix babylonica L..
Ma il riferimento biblico può suggerire delle implicazioni filosofiche interessanti che si lasciano alla buona volontà degli “onesti” ricercatori.