Filosofia della Spagyria: Saturno vegetale – Ricino

Habitat
Originario delle zone tropicali e subtropicale.

Componenti
Ricinina e gliceridi (olio); ricina (proteina) veleno.

Informazioni
“Nell’ambiente originale diviene un albero alto intorno ai 12 metri dotato di un tronco grosso che può arrivare a mezzo metro di diametro.
Il lembo fogliare può arrivare a mezzo metro di estensione areale, con margine regolare e palmato.
Il picciolo forte e cavo parte dal centro del lembo.
Qui si può notare come l’elemento d’Aria entri con prepotenza.
Le infiorescenze sono ricche e di forma a grappolo.
L’espulsione del polline dai fiori (sia maschi che femmine) avviene in maniera esplosiva.
E’ una pianta fortemente bisognosa di acqua e calore.
La tipologia dei due veleni (ricina e ricinina) non alcaloidi sembrano avere una genesi più animale che vegetale.” (Pelikan)

Dai semi del ricino viene estratto un olio che utilizzato per via orale svolge un’azione lassativa molto intensa.
La sua composizione che la rende affine alla cheratina, ha un’azione nutritiva nei confronti di ciglia e capelli, rinforzandoli, nutrendoli e ristrutturandoli.
Come veicolo di piante officinali sotto forma di oleolito viene utilizzato a livello cutaneo avendo una capacità di unire gli effetti dell’olio medesimo unito alle proprietà delle piante messe in macerazione.
E’ utile per trattare ulcere cutanee e alcune infezioni ginecologiche.

Nell’antico Egitto venne usato come olio da lampada oltrechè come olio curativo.

Alcune ostetriche utilizzano l’olio di ricino F.U. ( è molto importante che sia questo! in caso contrario risulterebbe tossico) per stimolare le contrazioni del parto nelle puerpere.

La segnatura dell’olio di ricino induce a pensare che sia di elezione non solo nell’ambito terapeutico ma anche nell’ambito palingenetico.
Esso trattiene le qualità “magiche” piante magiche utilizzate per effettuare quelle operazioni di entrata nel proprio sè profondo.
A differenza di altri veicoli grassi e oleosi sia di natura vegetale sia di estrazione animale l’olio di ricino permette una maggiore sicurezza e risultato, semprechè tali preparazioni vengano ottenute con una precisione e un’attenzione particolari per evitare intossicazioni anche gravi.

A proposito degli oleoliti citiamo dal n° 51 Maggio 1991 della rivista Kemi Hathor quanto scrive il dott.Angelo Angelini:

Fra tutti gli oli, quello di ricino è più specifico per il derma e le sue disfunzioni ed è quello maggiormente impiegato nella produzione di oleoliti in quanto alle sue funzioni particolari aggiunge quelle dei prodotti erbacei con cui viene messo in contatto.
La tecnica spagirica di preparazione, pur non essendo singolare, deve essere osservata con un certo scrupolo se si vogliono ottenere dagli oleoliti risultati sorprendenti e talvolta miracolosi.”

Lo scrupolo riguarda tempi e modi di preparazione e manipolazione degli oleoliti.