Filosofia della Spagyria: Sole vegetale – Cicoria selvatica


Habitat
Comune nei piani erbosi dal mare ai monti di tutta Italia.

Costituenti principali
Glicoside amaro (cicorina e cicorigetina), sostanze tanniche mucillaginose, tracce di o.e., colina, inulina, zucchero.

Informazioni
“Pianta estremamente importante per la salute del fegato svolge la sua attività nell’ambito dell’equilibrio tra liquido e solido, tra “solve et coagula”, tra alcalino e acido silicico.
La sua fioritura segue un processo floreale di tipo quotidiano con fiori nuovi che subentrano a quelli appassiti del giorno prima.” (Pelikan)

Storicamente, la cicoria veniva coltivata dagli antichi egizi come pianta medicinale, sostituto del caffè e coltura vegetale e veniva occasionalmente utilizzata per il foraggio degli animali.
Nella Cina imperiale più o meno accadeva che fosse utilizzata per medesime utilità.
Negli anni ’70, è stato scoperto che la radice di C. intybus L. conteneva fino al quaranta per cento di inulina, che ha un impatto trascurabile sulla glicemia ed è quindi adatta per i diabetici.
Ad oggi, C. intybus è coltivato per la produzione di inulina su scala industriale.
Diversi preparati di questa pianta sono impiegati per trattare vari sintomi e disturbi
Si dice che il succo sia un rimedio popolare per il cancro dell’utero e per i tumori.
In Sudafrica foglie, steli e radici vengono trasformati in un tè per l’ittero e lo sciroppo di cicoria viene utilizzato come medicina tonica e purificante per i bambini.
In Turchia, dalle foglie viene prodotto un unguento per la guarigione delle ferite.
I decotti di cicoria sono tradizionalmente ottenuti da singole parti di piante e / o dalla totalità della medesima.
In Afghanistan descrivevano l’uso di estratti di radici acquose come un rimedio vegetale sensibile alla luce per la malaria. Questa conoscenza indigena è stata da allora confermata e i composti antimalarici delle radici di C. intybus sono stati identificati come lattoni sesquiterpenici sensibili alla luce, la lattucina e la lattucopicrina.
Nella Bosnia – Erzegovina e Serbia viene utilizzata nella diarrea, per rinforzare gli organi riproduttivi maschili e femminili.
Viene somministrato in caso di tumore polmonare, postumi di una sbornia e purificazione delle vie biliari. (Radice, gambo e fiori).
In caso di patologie epatiche, spasmi biliari, ipercolesterolemia e come antisettico. (Parte aerea)
In Bulgaria viene utilizzato come colagogo, in caso di diabete e come digestivo.
I semi vengono utilizzati in caso di disturbi epatici (India).
In caso di diabete viene utilizzata tutta la pianta (India e Pakistan).
In Iran la medicina locale ne riconosce qualità eupeptiche, depurative, coleretiche, lassative, ipertensive, toniche e antipiretiche.
In Italia si utilizzano le foglie per la purificazione del sangue.
Ipertensione, aterosclerosi, artriti, spasmi addominali vengono utilizzati sia le foglie sia le radici.
Per favorire la digestione si utilizzano le foglie.
I germogli sono utilizzati in forma di tisana in caso di forme lievi di ittero.
In decotto di foglie o dal succo di foglie fresche si ottiene una bevanda lassativa e ipoglicemizzante.
In Giordania tutta la pianta in decotto viene utilizzata come emostatico interno e per contrastare il tifo.
In Marocco la radice e la parte aerea vengono utilizzate per disturbi renali.
In caso di diabete si utilizza la pianta tota.
Come apertivo in Polonia viene usato il decotto della radice.
In Turchia per i calcoli renali vengono adoperati le radici.
Così come viene preparato un’unguento cicatrizzante  con le foglie.
Con le stesse si prepara una tisana utile in caso di emorroidi e per i disturbi urinari.

Il nome della pianta deriva sia dal greco e dal latino.
Cichorium significa campo e intybus è in parte derivato dal greco “tagliare“, a causa della forma delle foglie, e in parte da tubus latino per indicare il gambo cavo.