Filosofia della Spagyria: Mercurio vegetale – Canapa

Habitat
Originaria dell’Asia centrale, cresce allo stato spontaneo e coltivata quasi in tutto il mondo.

Costituenti principali
Cannabiniolo e tetraidrocannabinolo (resina); terpenoidi, zuccheri e composti correlati, composti azotati, fenoli non cannabinoidi, flavonoidi, acidi grassi, acidi semplici, aminoacidi, chetoni semplici, esteri e lattoni semplici, aldeidi, proteine, glicoproteine ​​ed enzimi, steroidi, elementi, alcoli semplici, pigmenti, vitamina (vitamina K).

Informazioni
E’ una pianta che incarna i quattro elementi nelle quattro fasi che vanno dalla germinazione alla fioritura e la successiva morte, essendo una pianta annuale.
E’ una pianta che ha comunque una connotazione ariosa essendo legata profondamente agli uccelli, in quanto ghiotti dei suoi semi grassi, ma sopratutto per aver permesso la diffusione nel mondo di questa pianta di Mercurio.“(Pelikan)

Canapa nelle ricerche scientifiche
Il cannabidiolo è privo di proprietà euforizzanti ed esercita proprietà antipsicotiche, ansiolitiche, antiepilettiche ed antinfiammatorie.
Gli estratti di Cannabis sativa L. per via orale possiedono attività nel trattamento della spasticità da sclerosi multipla e dolore centrale.
La frazione chiamata delta-idrocannabinolo della canapa (THC) possiede la capacità di accellerare la formazione di ricostruzione del tessuto osseo in caso di fratture ossee.
Purtroppo ci sono pochi lavori molto citati, quasi sembra, più tesi a screditarne l’uso che a ricercarne gli effetti benefici.

Canapa in Ayurveda
È stato utilizzata dall’uomo nei millenni come alimento, fibre e medicine.
Le qualità farmacologiche sembrano essere stato scoperte in India, coltivate per scopi medicinali già nel 900 a.C.
In sanscrito la pianta si chiama Vijaya (विजय) e in Hindi conosciuta come Bhanga (भङ्गा) , sacra ad Indra.
E’ conosciuta per le qualità  di stimolante, esilarante e sedativa.
Cannabis nell’Ayurveda era anche usata come droga, ma sopratutto per alleviare il dolore e nei disturbi nervosi e come componente in varie preparazioni complesse per stimolare la digestione.
Si trovano indicazioni in caso di artrite uricemica, nevralgia, reumatismi, follia, insonnia, parassiti intestinali, diabete, dismennorrea.
I semi erano utilizzati per trattare tumori e ulcere cancerose.

La moderna Ayurveda e l’utilizzo di Cannabis
Le  proprietà ayurvediche di cannabis come risulta da Chopra (1957) sono:

  • grahaṇihara ग्रहणीहर antidiarroica;
  • pacanīya पाचनीय (promuovente la digestione);
  • uṣna उष्ण (stimolando il calore);
  • pittala (“pitta” पित्त , la bile) पित्त(stimolante della bile);
  • dīpanīya दीपनीय (promuovendo la digestione);
  • moda मोद felicità + vardhanīya वर्धनीय (aumentare);
  • rucya रुच्य (promuovendo l’appetito/il gusto);
  • nidraprada निद्राप्रद [nidra निद्रा (sonno) + prada प्रद].

L’uso medico indiano della canapa fu introdotto in Occidente nel XIX secolo sottoforma di Ganjah (गांजा gānjā) e Bhanga per il trattamento della diarrea e delle emorroidi come riportato da Ainslie nel 1813.

Canapa nei riti sacri
In India  canapa era ritenuta di origine divina, in quanto derivava dalla metamorfosi dei peli della schiena di Visnu.
I devoti di Shiva in India offrivano cannabis al dio durante le cerimonie religiose.
La canapa era coltivata dai bramini negli orti dei templi e serviva alla preparazione del bhanga, che, assunto in determinate occasioni rituali favoriva l’unione con la divinità.
Il bhanga, bevanda favorita di Indra, la maggiore divinità della più antica mitologia indiana, era un preparato sacro, dotato di poteri taumaturgici e capace di portare fortuna e lavare dal peccato.
Shiva comandava, invece, di ripetere la parola bhanga durante la semina, la raccolta e la lavorazione della canapa.
Una tradizione del Buddismo Mahayana narra che nei sei stadi ascetici verso l’illuminazione, Buddha fosse sopravvissuto nutrendosi con un seme di canapa al giorno.
Leggende in diverse parti del mondo la indicano come proveniente dalla stella più luminosa ne cielo: Sirio, la “stella dei due cani”, e anche il nome latino potrebbe farne allusione.

Curiosità
Rabelais, nel suo Gargantua e Pantagruel, scritto nel sedicesimo secolo, dice che è arrivata dopo l’elezione del “re degli alberi”, se no sarebbe stata lei la prescelta-pantagruelion è il nome dato alla canapa dall’autore.
Nella saga del “Signore degli anelli” sembrerebbe essere chiamata (in italiano) erba pipa.

Canapa in Spagiria
Per il dottor A. Angelini è una pianta mercuriale che svolge la sua attività sul sistema linfatico ed è un potente antiasmatico.

Cannabis nella storia antica del Mediterraneo
“La pianta era conosciuta in Egitto dalla metà del secondo millennio B.C., dove le cime erano usate per le funi, ma il nome si trova già nei Testi della Piramide, scritto mille anni prima, anche a proposito con la lavorazione della corda.
Pezzi di canapa sono stati recentemente trovati nella tomba di  Amenophis IV(Akhenaten) a el-Amarna; polline di Canapa è stato identificato sulla mummia di Ramesse II.
L’uso medicinale della canapa è conosciuto da
un numero di ricette:

  • Un trattamento per gli occhi: sedano, canapa; è tritato (macinato) e lasciato nella rugiada per una notte. Entrambe gli occhi del paziente devo essere lavati con esso nel primo mattino. (Ram. III A 26).
  • Vale la pena far menzione che nella moderna medicina erboristica la Canapa è usata per trattare il glaucoma.
  • Un rimedio per curare l’infiammazione : foglie (o gemme) di Canapa ; olio bianco.
    Usare come un unguento. (BLN 81).
  •  Un preparato per raffreddare (calmare?) l’utero : canapa polverizzata nel miele e somministrata alla vagina.
    Questa è una contrazione (dell’utero). (E 821)
  •  La Canapa è impiegata come clistere con la carruba (B 24), e con altri ingredienti come cataplasma per l’unghia del dito del piede.(E 618)

Non c’è niente che faccia pensare che gli Antichi Egizi abbiano conosciuto l’effetto della Canapa quando presa o fumata.
D’altra parte questo è stato sperimentato dagli Assiri che nella loro della medicina erboristica la usavano in fumigazioni per disperdere dolore e pena.”

Consigliamo anche questa lettura:

  • https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1360-0443.1940.tb05405.x.