Introduzione della Teoria delle segnature III

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Segnature nel mondo
Poniamo ora l’attenzione su un problema notevole, partendo dall’esempio del rosmarino, individuato come pianta solare.
Chi ha stabilito che rosmarino sia solare e non legato a Giove?
Scendendo su un piano sistematico troveremo molto spesso diverse visioni di diversi autori.
Questo non ci deve disturbare, in quanto nella realtà quotidiana vige il principio di contraddizione.
Ovvero una funzione mostra una natura in un contesto ma complementare in un’altra condizione.
L’esempio del bicchiere che è passivo nel momento in cui si versi un liquido in esso, in quanto subisce tale operazione, ma che contemporaneamente è attivo in quanto agente sul contenuto con il fatto di impedire a questo di spargersi in maniera disordinata, è già stata più volte mostrata.
Questo non toglie che di per sé questo consoli chi si approcci per la prima volta a questa modalità di ragionamento.
Bisogna quindi comprendere che l’unico dato oggettivo assoluto è l’Assoluto stesso.
Ma essendo insondabile anche perché espressioni come Essere-Non essere di per sé sono impraticabili e lontani dalla nostra comprensione come effetto deduttivo della nostra esperienza quotidiana.
Qui interviene la mitologia egizia a farci comprendere quanto vogliamo aiutare a segnare.
Il mito è quello di Osiride, ed in particolare il momento in cui il fratello Seth, con uno stratagemma fa cadere in un imboscata Osiride lo uccide e lo taglia in 14 parti, sparpagliando i pezzi nelle quattro direzioni.
Osserviamo che le quattro direzioni sono analoghe ai 4 elementi, Fuoco, Aria, Acqua e Terra e che Seth, altro non sia che la manifestazione e Osiride la Natura “naturante” ovvero soggetta al divenire, altra prerogativa sethiana.
Le quattordici parti sono analoghe al numero di giorni che vanno dalla Luna Nuova alla Luna Piena.
Approfondendo, possiamo affermare che tutta la Creazione è l’espressione dell’Uno che attraverso la manifestazione propone tanti “uno” completi in maniera intrinseca ma “mancanti” di una parte del resto della Natura.
Quindi rosmarino poiché è manifestazione dell’Uno avrà tutte le prerogative della completezza del Creatore ma mancando della unione con esso attraverso la sua esistenza e vitalità modificherà se stesso in relazione all’ambiente in cui è “sorto”, il quale a sua volta si modificherà in relazione rosmarino e lo modificherà a sua volta.

Questo è espresso attraverso il concetto di esperienza.
Così come il contatto più profondo di un individuo umano con il suo divino si ottiene attraverso quel momento che separa la veglia dal sonno, così la forza vitale di un individuo di Natura si coglie nel momento di massima potenzialità vitale dell’individuo che sta divenendo manifestazione.
In pratica, come esempio, il massimo della forza vitale di un fiore è massimo poco prima che sbocci2.

L’osservazione della Natura
Osserviamo il comportamento delle api, le quali bottinano i fiori di determinate piante in taluni momenti della giornata anziché in altri.
Il loro istinto le pone nel riconoscere il momento adatto per raccogliere il polline di quella pianta.
Se ci mettessimo in osservazione e contemporaneamente e conoscessimo quale forza archetipale domini il luogo, quale forza segni il momento temporale e quali altre relazioni archetipali siano in essere, potremo dare una segnatura a quella pianta in base a tutti questi elementi.
Potremmo, inoltre, scoprire che determinate sostanze sintetizzate dal metabolismo della pianta stessa ci portino alla medesima appartenenza oppure ad una diversa, e perché no anche opposta.

Lo spontaneo processo mentale di noi moderni ci farebbe affermare che qualsiasi ipotesi è corretta e quindi anche errata.
Ma è realmente così, nel momento in cui adopero un coltello ne modifico lo stato e lo associo a delle qualità diverse p.e..
Nel mondo archetipale posso solo dire che per le sue caratteristiche intrinsiche esso sia un oggetto che svolge funzioni primariamente marziane.
Qualsiasi affermazione, quindi, è relativa, in senso negativo del termine, esattamente con la prosopopea scientifica con cui bolliamo o dimentichiamo “volutamente” un’eredità antica quando non ne comprendiamo il vero significato prefendo considerare come vere le nostre elucubrazioni pregiudicanti.

Stupore
Se però ci poniamo con stupore a considerare i fenomeni in maniera relativa troveremo che la realtà è “naturalmente” in tale guisa.

L’acqua dà la Vita ma anche la toglie perché è la quantità che rende velenosa una data sostanza; ad un seme p.e., che sorge a nuova vita l’acqua lo può portare a marcescenza se in eccesso.
Del resto così come un pittore sottolinea un paesaggio, la forza vitale di questo, anche attraverso colori che magari in Natura esprimono più il finire di tale forza, come il giallo anziché il verde, così all’Uomo è dato di sottolineare determinate forze attraverso la Volontà espressa nell’azione.
Quindi la segnatura di un individuo è un fatto soggettivo dell’intenzione dell’operatore che agisca con Fides, Spes e Caritas.
Quindi attraverso l’osservazione, l’intenzione e l’operatività.

Ultime considerazioni
Ha poco senso quindi cercare di dare una segnatura ad un individuo di natura che non si conosca personalmente, così come a poco senso esprimere un giudizio su un nostro simile guardando una fotografia che lo ritragga e che non si possa conoscere personalmente.
Quindi le segnature che proponiamo, sono solo proposte, andranno comprese e non trasformate in dogmi, cercando di comprendere l’aspetto occulto di una tale sottolineatura.
L’oro viene attribuito, come vedremo, all’archetipo Sole in quanto non corruttibile come lo è la luce, disperso come i raggi dell’astro in minimissime quantità in tutti i luoghi reconditi del globo3, in particolare acquei e terrestri.
Il colore giallo, per esempio, non è fra gli elementi da considerare per determinare l’appartenenza solare, in quanto l’oro, e in particolare la sua tintura spagyrica, può essere verde e rosso.

1 N.b. apparire indica un modo di manifestazione che non è assoluta, e soprattutto, completa all’osservatore. Infatti tutti i corpi possiedono un campo magnetico, il quale però non è visibile.

2 Per dire di un individuo nel massimo delle sue potenzialità e della espressione delle stesse si dice che è “nel fiore degli anni” sottintendendo molti concetti simbolici legati a tale informazione.

3I giacimenti dove si trovi concentrati sono rari e posti in luoghi piuttosto in