Filosofia della Spagyria: Giove vegetale – Finocchio

Habitat
Cresce come pianta perenne dalla costa fino alla zona pedemontana in tutto il bacino del Mediterraneo.

Costituenti principali
O.e.: fencone (analogo alla canfora), acido, aldeide e chetone anisico; anetolo, delta carvone, delta limonene.
Zuccheri.

Informazioni

Il finocchio, è una pianta medicinale popolare con varie attività farmacologiche menzionate nella medicina tradizionale iraniana e nella moderna fitoterapia come antiossidante, citotossico, antinfiammatorio, antimicrobico, broncodilatatore, estrogenico, diuretico, ltiotrissarie , galattogogo, emmenagogo, antitrombotico, ipotensivo, gastroprotettivo, epatoprotettivo, potenziamento della memoria e attività antimutagena.
L’estratto acquoso possiede una significativa attività oculo-ipotensiva, che è risultata comparabile a quella del timololo nel caso del glaucoma.
Il finocchio può essere annoverato tra le piante un trattamento efficace e sicuro per ridurre i sintomi della menopausa nelle donne in postmenopausa senza gravi effetti collaterali.
Tradizionalmente se conosce l’uso nelle coliche addominali dell’infante.

Ci sono resoconti di finocchio coltivati ​​in Grecia almeno 5.000 anni fa, dove veniva chiamato marathron.
Questo nome originale deriva dalla famosa battaglia di Marathron (490 aC) tra i greci ei persiani, che fu combattuta su un campo di finocchio .
Marathron è anche derivato da Maraino, che significa “per dimagrire” – indizio dell’uso del finocchio come soppressore dell’appetito.
Il nome del genere del finocchio, foeniculum, viene dai Romani e deriva dalla parola latina foenum, che significa “fieno”.
La fragranza delle foglie secche di finocchio ricorda il fieno.

La leggenda  racconta che Prometeo riuscì a rubare il fuoco a Zeus mettendo a segno il più grande furto di tutti i tempi.
Prometeo, arrampicatosi sull’Olimpo, nascose una scintilla della sacra fiamma nella cavità di un gambo di finocchio selvatico e ne fece dono agli uomini.

Durante il Medioevo, Carlo Magno volle che fosse presente negli orti imperiali di questa pianta dalle qualità taumaturgiche. Presso la Scuola Salernitana si insegnava che “Semen cum vino sumptum veneris moves actus, atque senes eius gustu juvenescere dicunt” (il seme del finocchio bevuto col vino eccita i piaceri di Venere e si dice che ridesti nei vecchi il giovanil vigore).
In cucina i semi del finocchio si usavano per aromatizzare piatti di maiale o conservare salumi come la finocchiona.
Il termine “infinocchiare”,  sembra derivi dal gambo di finocchio offerto dai tavernieri ai clienti per stordire il gusto del bevitore circa la scarsa qualità del vino servito.
Magicamente sembra avere potere di contrastare l’invidia.
E invocato negli scongiuri e nelle formule magiche, come la celebre «occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio» portato alla fame dal comico Lino Banfi.

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