Filosofia della Spagyria: Marte vegetale – Cardamomo

Habitat
E ‘una pianta che predilige l’ombra, ma può anche essere coltivata al sole in zone con nubi alte.
Richiede molto l’umidità , più di 1500 mm di pioggia all’anno e non può sopportare periodi di siccità prolungati più di tre mesi.
La temperatura ottimale per la coltivazione è compresa tra 18° e 22 ° C.
Preferisce i suoli ricchi di sostanza organica con un buon drenaggio, predilige i terreni vulcanici.

Componenti principali
Terpinolene, geraniolo, mircene, sabinene, nerolo, pinene, linalolo, cineolo, limonene, borneolo e terpineolo.

Informazioni
Tradizionalmente, è stato riferito che le diverse parti di E. cardamomum, come foglie, semi, corteccia, radice e fiori sono statiutilizzati per il trattamento di vari disturbi correlati all’intestino come stipsi, ritenzione, iperiemesi, iperglicemia, difficoltà digestiva, ipertensione , asma, diarrea, coliche, dispepsia, ed epilessia.
L’affinità con l’apparato digerente pone quindi cardamomo tra le piante gastroprotettive.
L’attività antipertensiva e fibrinolitica possono essere sicuramente attribuite a questa pianta.
Inoltre ha mostrato (su animali) un’attività ipoglicemizzante paragonabile ad un ipoglicemizzante di sintesi.
Sembra possedere un’attività di innalzamento del glutatione e un effetto antiproliferativo e di protezione nei confronti di alcune tipologie tumorali cutanee diverse dal melanoma.

Nella tradizione dell’Ayur-veda cardamomo entra in diverse composizioni di molte piante come Yavānyādi cūrṇa, contenente tra l’altro cannella, zenzero, cumino.
Tale formulazione ha le medesime indicazioni di cui sopra.
Anche nel canone di Avicenna si nomina cardamomo, sempre per le sue qualità sul tratto gastrointestinale.

Il nome colloquiale Elettari si riferisce ai semi di cardamomo in lingua tamil.

Le segnature e le funzionalità sono da ascriversi ad alcuni allievi del dott.Angelo Angelini. (Cfr nota a piè pagina nella scheda di Carciofo)