Filosofia della Spagyria: Marte vegetale – Luppolo

Habitat
Cresce ai margini dei boschi, delle siepi e delle strade dalla pianura fino alla pedemontana in Europa, Asia e Nord America.

Costituenti principali
Chalconi, xanthohumolo, umulene, mircene e lupolone.

Informazioni
Gli articoli sulla qualità dei composti presenti in luppolo in diverse patologie.
Dall’attività antinfiammatoria attraverso l‘inibizione della sintesi del monossido d’azoto macrofagico causa dell’infiammazione.
In vitro è stato sperimentato un composto estratto dal l.per verificare l’attività  antiplasmodio falciparo.
Vi è una vasta letteratura sugli effetti del xanthohumolo, un flavonoide prenilato del luppolo, nei confronti dei tumori solidi e leucemie (alcune).
Si è rilevato una potente attività antitumorale per inibire la carcinogenesi e metastasi in molti tipi di cancro.
Naturalmente i lavori proposti sono in vitro; si conosce che questo determina solo una speranza e non una certezza dell’azione in vivo.
Questo, però, ci permette di dire che se i nostri antichi contadini, non agricoltori, conoscevano l’uso dei teneri e amari germogli crudi, lessi o in frittata che svolgevano l’attività di mitigare, in parte, l’esuberanza sessuale degli adolescenti, di favorire i concepimenti nelle donne e quella di purificare il sangue (essendo quella fase vegetativa) e liberarlo dal “freddo” invernale.
La birra al luppolo fu un’invenzione che si diffuse in tutta Europa (specie del Nord).
Era prodotto nei monasteri dove se ne faceva gran uso, anche, per gli effetti anafrodisiaci.
Per contro a causa della presenza di similestrogeni essi manifestavano fenomeni di femminilizzazione, oltre all’aumento di peso.
Questo può essere utile nei fenomeni di disturbi del climaterio.
Inoltre favorisce il   e possiede un’azione sedativa a livello del sistema nervoso centrale, ed è un buon equilibratore nervoso per diversi stati di angoscia.
Possiede una capacità di inbizione sulla proliferazione delle cellule stellate del fegato.

Gli Egiziani usavano luppolo come erba medicinale e per la cura dei lebbrosi.
Per quest’ultima probabilmente associavano luppolo ed altre piante di cui ne estraevano il succo che facevano bere all’ammalato,  forse in una mistura di zolfo e aceto.
Anche i cinesi lo usavano per lo stesso motivo e per le proprietà aperitive e antibatteriche intestinali.
Le pomate a base di luppolo sono utilizzate per il trattamento di piaghe.

La tradizione popolare consiglia di coricarsi su un guanciale imbottito di coni di luppolo per favorire il sonno.