Filosofia della Spagyria: Sole vegetale – Digitale

Habitat
Cresce sui rilievi montani e freschi dell’Italia settentrionale e centrale.

Costituenti principali
Digitossina, digitalina, saponina (digitonina), colorante giallo (digitoflavone), tapsina, miristina, palmitina, ac.oleico, ac.linolico, ac.linoleico, ac.isovalerianico e un enzima glicolitico (digipuridasi).

Informazioni
Vive tra gli impulsi diastolici o di espansione, luce e calore, e sistolici o di contrazione, vita e chimica.
In essa si attua un principio oscillante tra leggerezza e pesantezza, tra sottigliezza ed ispessimento che si manifesta anche nelle modalità di vegetazione della D..

Infatti il primo anno si sviluppa raso terra, mentre nel secondo anno sale e sviluppa in un processo floreale esplosivo a cui seguono le formazione delle foglie.
I numerosi boccioli che puntano tutti verso l’alto, si aprono in fiori a forma di campana puntano di seguito verso il basso.
Le capsule liberate dalle corolle si drizzano liberando i semi dopo una breve maturazione.
” (Pelikan)

Alcuni ricercatori a “caccia” di principi attivi estratti dai vegetali possibili candidati per la lotta contro i tumori hanno preso in esame una classe molto nutrita di glicosidi feniletanoidi, contenuti in Digitalis purpurea L. che avessero la capacità di interferire sulla PKC alpha (Protein Kinasi C alpha).
Tali molecole, agiscono nell’agire sulla “via dei polioli” agiscono inibendo anche l’aldoso reduttasi (come conseguenza dell’iperglicemia protratta), 5-lipossigenasi 61, 5-HETE (queste ultime due molecole coinvolte in quella sottile relazione tra iperglicemia e carcegenogenesi).
Possiedono attività citotossiche e antiossidanti
Inoltre svolgono un’attività antiepatossiche, antipertensive, antinfiammatorie, analgesiche.

Ma il suo utilizzo e la sua fama, in parte luminosa e in parte oscura, riguarda la sua attività cardiaca e cardiocinetica, tramite la digitossina.
Conosciuta comunemente anche con i nomi di “Digitale della Madonna”, “Erba aralda”, “Cornucopio”, “Erba di S. Leonardo” e “Digitale incarnata”.
La sua coltivazione risale al XVII secolo quando gli erboristi dell’epoca usavano le foglie per curare le malattie della pelle. Solo più tardi però, quando il medico inglese William Whittehering scoprì la sua importantissima azione farmacologica e terapeutica, fu largamente impiegata nelle cardiopatie.

La digitale rientra nella categoria delle cosiddette piante pioniere, perché ha la capacità di colonizzare per prima i terreni che per qualche motivo traumatico ed improvviso rimangono senza vegetazione a causa di incendi o di disboscamento.
Questa capacità è favorita dalla quantità di semi diffusa da ciascuna pianta fino a un paio di milioni.
Per chi conosce la Spagiria e ne  pratica con Sapienza i metodi di laboratorio, sa che questa pianta è da considerarsi palingenetica.
Potremmo dire che in termini simbolici è una delle piante che hanno in sè la “coniuctio oppositorum” quindi capace di trasformare la”guerra” tra Seth e Horo in una “santa alleanza” per poter risalire mano nella mano la scala di Giacobbe.
Anche nel XXI canto del Paradiso, nel Cielo di Saturno, troviamo la scala d’oro descritta da Dante.
Si lasciano alle meditazioni di ciascuno le significanze e le analogie anche con altre tradizioni relativamente di queste ultime immagini.