Filosofia della Spagyria: Venere vegetale – Betulla

Habitat
Boschi e brughiere di ambienti montani o submontani freschi.
Predilige terreni acidi, poveri, sabbiosi o ciottolosi.

Costituenti principali
Betulalbina (principio resinoso, balsamico), ac. betuloretinico, catechina, miricetina, quercetina, naringenina, acido p-cumarico; o.e.: α-copene, exanale, β-caryophyllene, alloaromadendrene, metilsiringate e altri; tannini, zuccheri. (foglie)
Catrame (olio di betulla) (legno e corteccia).

Informazioni
La gran parte dei lavori di ricerca scientifica riguardano Betula verrucosa Ehrhart e Betula pendula Roth che per molti botanici è sinonimo di Betula alba L..

Gli estratti acquosi di foglie di Betula pendula svolgono da tempi immemorabili una funzione antinfiammatoria in caso di artrite reumatiche impedendo la crescita del numero di linfociti specifici della malattia.
Betula pendula mostra molte attività farmacologiche nell’uomo inclusi effetti antitumorali, antibatterici e antivirali.
Possiede un’attività antiossidante nei confronti della degradazione lipidica.
L’estratto delle foglie di B. pendula è un ingrediente comune nelle tradizionali combinazioni di erbe per il trattamento del diabete nell’Europa sud-orientale.
Un estratto particolare della betulla il metilsiringate svolge un’attività sulla laccasi microbica e fungina.
Tradizionalmente la linfa è utilizzata come ipotensivo, purificante del sangue e nel caso di calcoli renali.
Gli estratti delle foglie e delle gemme hanno effetti sull’acne giovanile.

La tradizione magica
Mitologicamente è annoverata tra le piante che reggono il cielo presso i popoli nordici.
Presso gli sciamani della Siberia è considerata pianta cosmica per eccellenza.
Per i Celti è la pianta che da inizio al solstizio d’inverno, soprattutto perché è la prima a gemmare.
Nella cultura contadina si usavano fasci di betulla per sferza allo scopo di scacciare lo spirito del vecchio anno.
L’albero della purificazione
Durante il periodo dell’antica Roma, al momento dell’insediamento dei consoli, i dodici littori reggevano fasci di rami di betulla, simbolo del potere dei magistrati e per questo motivo, usati per sferzare i condannati. Tale uso era in analogia con la forza purificatrice della pianta.
Tra i popoli finnici e nordici vi è l’abitudine di stimolare la sudorazione in sauna sferzandosi con fasci di rami di betulla sempre per le sue proprietà purificanti.
La leggenda delle Rusalki
Al Nord ci riporta alla tradizione delle Rusalki, ninfe degli stagni e dei fiumi simili alle Sirene, che appollaiate tra i rami attendono dei giovani da uccidere e gettare nell’acqua per passare in loro compagnia durante l’inverno.
Nella festa delle Rusalki, la più bella betulla del bosco viene condotta al centro del villaggio, viene ornata di nastri e monili e accompagnate da danze e da canti.

Nella tradizione degli antichi Celti
Presso gli sciamani siberiani betulla viene considerata l’albero cosmico.
Essa è al centro del rito d’iniziazione presso i Buriati mentre, presso i Celti, era considerata un albero dell’Aurora, dal momento che era il primo assieme al sambuco ad emettere le gemme alla fine dell’inverno.

Utilizzi quotidiani della betulla
I nativi americani del Nord usavano al corteciia per rivestire le canoe per la sua immarcescibilità e impermeabilità.
Per la stessa caratteristica veniva usata per coprire i tetti delle capanne nel nord Europa.
Anche in caso di pioggia è possibile accendere un fuoco utilizzando i rami e il legno di betulla.
Con i rami di Betulla si confezionano i pettini e le ghirlande che ornavano i capelli delle fanciulle lombarde dell’epoca descritta dai promessi sposi.
In Finlandia le culle dei neonati sono fatti di rami di betulla per evitare influssi negativi dalle streghe.
Con gli stessi le streghe confezionavano le scope per recarsi in volo ai Sabba.

Cosa scrive su betulla Angelo Gentili
A pagina 117 del testo “La luce di Kemi“, Gentili esamina la betulla nelle sue caratteristiche simboliche, la sua morfologia ed ecologia, e i suoi usi nel campo dei rimedi: da quelli più densi a quelli più sottili.
Dire, per esempio, che la betulla è diuretica, significa limitarne le proprietà, circoscrivendo la sua funzione, che è molto più vasta, cosmica; l’infuso delle sue foglie, non è solo diuretico, ma apporta all’organismo benefici ben maggiori, connessi alla funzionalità vitale, incarnata dalla betulla stessa.
Tutta la pianta esprime un senso di leggerezza, che nesun altro alto fusto possiede.
Le sue foglie sono sinonimo di va porosità, e vibrano alla carezza del più piccolo alito di vento; esse, a differenza di altre specie vegetali, non contengono sali.
la sua corteccia è talmente diversa è totalmente diversa da quelle degli altri tronchi e permette un ricambio con l’esterno, il quale non si verifica altrove.
Inoltre, il suo apparato radicale, molto superficiale non sfrutta le profondità del terreno, care a Saturno, ma ricorre alle prerogtive dell’humus, condizionando la vegetazione del sottobosco, verso la comparsa di determinate specie vegetali, quali per esempio, l’erica, la cui presenza denota l’esistenza di betulleti, anche se ora sono scomparsi.
La betulla, perciò, con il suo carattere venusino,  potrà giovare, con la sua azione diuretica, azione secondaria, al dimagrimento di un organismo, a cui i caratteri venusini siano confacenti, ma non ad altri.
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La Potenza Vitale, che si esplica nelle foglie, avrà un’azione diversa da quella dei semi, oppure della corteccia, e tutto questo, secondo i tempi, le stagioni, e l’ambiente in cui la pianta cresce.
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Così pure i molti infusi e i decotti, che si potranno fare, secondo le varie ore e i vari giorni, non avranno nulla in comune con i loro simili, che vengono venduti dalle nostro farmacopee erboristiche.