Filosofia della Spagyria: Sole vegetale – Angelica

Habitat
Cresce, spesso isolata, nei luoghi ombrosi ed umidi del piano submontano di tutta Italia.

Costituenti principali
Fellandrene, derivati della cumarina (furocumarina), resine, tannini, sostanze amare, acidi aromatici, zuccheri.

Informazioni
Alcuni lavori preliminari in vivo e in vitro mostrano un’attività antiproliferativa ed antiinfiammatoria verso le cellule neoplastiche , specie nel cancro al seno, da parte degli estratti di radice di A..
Le cumarine presenti sembrerebbero essere di interesse per lo sviluppo di un composto alternativo naturale efficace nel caso di virosi da herpes simplex assieme all’estratto di Imperatoria.
Distillati acquosi (oli essenziali) della radice di A. archangelica hanno mostrato un’attività antibatterica su ceppi quali Staphylococcus aureus ed Escherichia coli.
In un altro lavoro simile troviamo che i batteri su cui si è sperimentata l’attività antimicrobiotale su ceppi di Clostridium difficile, Clostridium perfringens, Enterococcus faecalis, Eubacterium limosum, Peptostreptococcus anaerobius e Candida albicans.
D’altra parte diversi lavori dimostrano (in vivo) un’attività ansiolitica piuttosto marcata che  sembrerebbe coincidere con la protezione diretta ed indiretta del microbioma intestinale.
Le varie tradizioni sia mediterranea che asiatica mostrano tale capacità nell’uso tradizionale della pianta.
La capacità antiossidativa, in vitro e in vivo sulle cellule epatiche interessate da danni da assunzione cronica di etanolo, ha mostrato una notevole efficacia sul fegato.

Nella tradizione ayurvedica che coincide con le indicazioni della tradizione mediterranea A.archangelica risulta utile verso diversi distrubi: gastrite, flatulenza, disturbi dell’alimentazione (anoressia), artrite, difficoltà circolatorie venose, ansia, astenia nervosa, insonnia, diarrea.
Per notazione di tipo storico va detto che è tra le piante per la prevenzione e cura della

La pianta è ampiamente usata nella medicina tradizionale e popolare asiatica (Cina) come rimedio per mal di testa nervoso, febbre, eruzioni cutanee, ferite, reumatismi e mal di denti e epilessia.
La radice di A. archangelica è utilizzata internamente per ulcere gastriche, anoressia, emicrania, bronchite, affaticamento cronico, disturbi mestruali e ostetrici.
Vanta un gran  numero di attività biologiche come antimutagenico, antiulcerogenico, epatoprotettivo, antiproliferativo, antitumorale, citotossico e ansiolitico.

La pianta trovò vasto impiego nel Medioevo sopratutto come protezione dal contagio: ai tempi della peste fu di grande aiuto ai medici in visita agli appestati, come ci viene descritto da Paracelso che chiamava Laudina.
Anche l’essenza (quintessenza) mantiene tale proprietà.
In caso di influenza se ne possono assumere una o due gocce al giorno come profilassi, oppure si può metterein un diffusore per aromi con limone o eucalipto, ad esempio, nei luoghi molto frequentati e negli studi.
E’ ottima per tutti i tipi di debolezza fisica, dopo un’intervento chirurgico, nella debolezza di cuore, in caso di malattie croniche o rachitismo, per favorire l’eritropoiesi.
L’Angelica era presente in tutti gli elisir di lunga vita medioevali e tra le piante degli antifonari benedettini.
A causa dell’analogia uomo-pianta il preparato spagirico di Angelica (radice) ha il potere di “solarizzare” il lunare, cioè la mente.

Porta equilibrio nel pensiero ed aiuta così a rendere il cervello analogo alla Luna piena. Ovvero favorisce lo spostamento da pensieri ed emozioni istintivi e lubrichi (Luna calante) verso una mentalità “chiara ed attenta“.