Filosofia della Spagyria: Sole vegetale – Carlina

Habitat
Luoghi erbosi e sassosi nelle zone prealpine ed appenniniche.

Costituenti principali
O.e. con ossido di carlina, carline; tannini, inulina, resine.

Informazioni
In Europa e in Asia. Carlina acaulis L. era ampiamente usata come rimedio, specialmente in Germania e Polonia.
La radice della pianta è stata applicata per trattare varie malattie della pelle e come diaforetico, diuretico e antielmintico.
Alla fine del XIX secolo, le radici di C. acaulis sono ancora utilizzate nella medicina popolare, specialmente nelle aree rurali dei Balcani, dove la pianta cresce allo stato selvatico.
In vitro è stata testata la capacità apoptotica.
Il risultato è buono relativamente ai limiti della ricerca.
Ha una lunga storia di uso medicinale in Europa a causa delle sue proprietà antimicrobiche dovute alla forte attività dell’ossido di Carlina, il composto principale dell’olio essenziale di C. acaulis.
Possiede la capacità antiossidanti che contrastano specifiche tossine batteriche.
La segnatura solare descrive bene tutto questo attraverso il potere distruttivo delle entità dell’oscurità che infestano il corpo vitale e fisico dell’individuo che ne è affetto.
Il potere antisettico e antiproliferativo batterico sono nelle mani della dea Maat.
Sostenuto nel processo enziamtico dall’archetipo metabolico di Giove in Sagittario: il fegato, organo del coraggio.
Il fiore è conosciuto come pane degli alpini perchè le truppe alpine durante la Grande Guerra, una volta eliminata la parte esterna molto spinosa, mangiavano il rimanente che ha il sapore simile al carciofo.
In altri paesi è conosciuto come pane dei cacciatori.