Filosofia della Spagyria: Venere vegetale – Sambuco

Habitat
Comune nelle siepi, nelle boschi e in terreni cosparsi da ruderi in tutta Italia dal mare al livello montano.

Costituenti principali
Saponina, glucoside, tannini, resine, mucillagine, colina, ac.organici (fiori);
alcaloide cristallizzato, resina, tannino,  o.e.; alcaloide (sambucina), glucoside (sambunigrina) trasformato da un enzima (emulsina) in destrina, aldeide benzoica ed ac. cianidrico (foglie);
o.e., principio amaro, un colorante rosso, sorbite, ac.sorbico, ac.malico, ac.citrico, ac.valerianico, ac.acetico, ac.tartarico, tannino (radice).

Informazioni
Pianta resistentissima che cresce ovunque, si moltiplica per polloni. Produce quantità esagerate di linfa che attira una quantità di pidocchi neri.
Pur potendo crescere la sua altezza è limitata dai fiori che limitano la crescita.
Pianta con una significativa quantità di acido cianidrico, che si esprime di mandorle amare.
Ciò significa una combustione interna non completa (del resto è una pianta acquea).

Insomma è una pianta che viene attraversata da una potenza Sulphurea che si scontra talvolta con la dimensione acquea!” (Pelikan)

Una pianta “disintossicante urbana”
È stato dimostrato per la prima volta che gli esemplari urbani di Sambucus nigra L. selvatico possono essere considerati benefici per via dei fiori che hanno la capacità di captare e di trattenere i metalli pesanti.
Questa sarebbe una valida prevenzione alle malattie legate all’inquinamento da metalli pesanti.

Lavori scientifici recenti
L’integrazione con bacche di sambuco sembrano ridurre sostanzialmente i sintomi respiratori superiori.
Questi risultati presentano un’alternativa all’abuso di antibiotici per i sintomi respiratori superiori a causa di infezioni virali.

Nell’antichità
Pare che il Sambuco fosse largamente conosciuto anche dalle popolazioni greche che a detta di Plinio, adoperavano il legno della pianta, svuotato del midollo, per costruire strumenti musicali chiamati «Sambyké».
Si suppone che l’originale sambuca fosse una piccola arpa triangolare di tono acuto. probabilmente identico al sabecha fenicio e all’aramaico sabbekā, la cui forma greca era σαμβύκη o σαμβύχη.
Note erano anche le virtù medicamentose del Sambuco che, secondo Galeno, lo stesso Plinio ed anche i medici arabi, avrebbe dovuto sanare tutte le malattie dei nervi, i dolori del capo, i flussi sanguigni (compresi quelli del naso) e, come se non bastasse, anche tutte le lesioni da scottature.
Sambuco possiede l’attività sudorifera dei fiori o anche blandamente antinevralgica, nonché quella debolmente lassative dei frutti.
Quest’ultima proprietà viene ampiamente sfruttata anche nella tradizione popolare dove da sempre si prepara un estratto noto come roob di Sambuco fortemente lassativo; tale impiego è raccomandato anche da Alberto Magno nel «De Virtutibus Herbarum».

La visione spagirica
Per Angelo Gentili (“Volo dei Sette Ibis) è una pianta di segnatura primaria Venere, Saturno con potenzialità di Toro e Bilancia.
E’ il bastone di augurio per le Nozze, e come pianta è sempre stata detentrice di poteri magici nell’antichità classica.
Con il suo legno si fanno i flauti e secondo la tradizione popolare germanica, il flautoi incantato è costruito con questo legno.
Nell’estremo Nord è considerato il dio protettore della casa e le donne incinte lo baciano, per avere una gravidanza felice.
Il Sambuco si colloca perfettamente nella casa di Venere, poichè elimina l’urina, stimolando direttamente l’epitelio renale, senza influire sulla funzione cardiaca. …