Sette metalli e Uomo: premessa

Iniziamo la disamina sui sette metalli cercando di dare un’idea di cosa rappresenti il metallo in Alchimia.

Constatiamo che la relazione Uomo Cosmo si realizza in tutti i piani della manifestazione; quindi, è evidente che ci sarà una relazione dell’Uomo con i sette metalli.

Esiste una relazione tra le ghiandole endocrine e i metalli, ma anche i metalli sono in relazione con i rispettivi archetipi, così come le ghiandole endocrine sono in relazione con le nostre diverse pulsioni più sottili.

I metalli rappresentano le varie fasi dal Piombo all’Oro  secondo un grado di purezza crescente, dovute alle differenti “cotture” a cui sono sottoposti nelle profondità della Terra.

L’alchimista compie la medesima operazione di portare a purezza, mondare la lebbra, il metallo nel suo laboratorio.

Il fine è giungere, come sempre, alla Pietra Filosofale, quel “Principio Redentore” che cura qualsiasi malattia in qualsiasi regno.

I metalli, ci dicono gli alchimisti, principiano analogamente ad un feto umano.

In realtà l’alchimia è proprio la ricerca del Seme, del metallo in questo caso, chiamato spesso Sperma Universale.

Per analogia all’uomo spetta ritrovare la propria Semenza.

I sette metalli

Tra tutti i metalli, che comunque rappresentano gli archetipi puri, la tradizione quali rappresentativi dei sette archetipi i seguenti: piombo (Saturno), stagno (Giove), ferro (Marte), oro (Sole), rame (Venere), mercurio (Mercurio), argento (Luna).

Essi sono stati scelti, con metodi diversi dai nostri metodi di analisi delle qualità, sulla base di determinate capacità di comportamento e di relazione tra di loro.

Il mondo alchemico ha sempre attribuito una importanza fondamentale ai sette metalli.

Essi rappresentano l’aspetto più puro nella materia delle ipostasi delle sette funzioni nel mondo minerale che animano nell’uomo le sette ghiandole endocrine assiali.

Tanto più che proprio i sette metalli rappresentano la manifestazione pura dei sette, non ancora vincolati al dodecanario.

A riprova di quanto detto vi è una prima divisione che in analogia con la disposizione planetaria e con quella endocrina umana che divide due gruppi di metalli in nobili, astronomicamente al di sotto della cintura degli asteroidi, e cioè Rame (Venere), Mercurio (Mercurio), Argento (Luna) e Oro (Sole) da quelli non nobili che occupano la fascia oltre la cintura stessa che sono Ferro (Marte), Stagno (Giove) e Piombo (Saturno). Questa divisione è solo apparentemente arbitraria, ed è suggerita dal fatto che i primi quattro summenzionati si possono trovare anche liberi o, come si dice, nativi.

Gli altri tre mai si possono trovare liberi, a parte il ferro di origine meteorica, ma piuttosto legati, spesso ai solfuri o agli ossidi.

In realtà la distinzione andrebbe fatta in base alla capacità a condurre elettricità e calore e al peso atomico come suggerisce di fatto il Pelikan sul suo trattato sui ” Sette metalli” (ed.Arcobaleno Oriago (VE)).

La disanima chimica dei singoli metalli è necessaria per comprendere come gli archetipi agiscono sempre e comunque in maniera omogenea, analogicamente, in qualsiasi manifestazione.